Fallimento dell’elettrico, torna il vizio della “punizione” in stile sovietico
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Redazione Economia
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Le auto elettriche, nonostante siano state protagoniste assolute del recentissimo Salone dell’Auto di Parigi, stanno affrontando un periodo di crisi in Europa. Marchi premium come Mercedes, che ha investito notevolmente nel riciclo delle batterie, lamentano una carenza di domanda. I modelli EQB, EQE ed EQS registrano un crollo negli ordini, evidenziando un problema che va oltre la semplice questione di mercato.
Fuori dal salone, i lavoratori del settore automobilistico, impiegati nelle fabbriche reali, chiedono maggiori garanzie, sicurezza e piani di sviluppo. La politica di Bruxelles, tuttavia, sembra vivere in un mondo parallelo, ignorando le difficoltà concrete che le case automobilistiche stanno affrontando. La preoccupazione dei concessionari è palpabile: quasi tutte le principali case automobilistiche devono fare i conti con piazzali pieni di auto elettriche in attesa di compratori.
Fabrizio, un elettronico di lungo corso, esprime il suo parere sul tema dei concessionari che sconsigliano le auto a batterie. Secondo lui, il motivo principale è che le case automobilistiche hanno un margine di guadagno minore sulle auto elettriche, dovendo abbassare i prezzi per competere con i produttori cinesi. Questo, unito all’obbligo di vendere auto elettriche, crea una situazione in cui i concessionari si trovano a dover piazzare veicoli che nessuno vuole senza incentivi.
La situazione è complessa e richiede un’analisi approfondita delle dinamiche di mercato, delle politiche industriali e delle esigenze dei lavoratori.




