Ponza, pitbull azzanna un bambino in vacanza: elitrasportato d’urgenza a Roma
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Redazione Interno
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L’isola di Ponza, perla del Tirreno tanto amata dai turisti in cerca di relax e paesaggi mozzafiato, è stata teatro nella mattinata di un episodio di cronaca nera che ha scosso la quiete del suo piccolo borgo marinaro. Un bambino di sette anni, in vacanza con la famiglia originaria di Arezzo, è stato aggredito da un cane di razza pitbull mentre passeggiava con i genitori lungo la via del porto. L’attacco, avvenuto in pieno giorno e davanti a numerosi passanti, ha richiesto l’intervento immediato dei soccorsi aerei, vista la gravità delle lesioni riportate dal piccolo, in particolare a una gamba.
La dinamica dell’aggressione e l’intervento dei soccorsi
Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri della stazione locale – coordinati dalla procura di Cassino diretta da Carlo Fucci – il bambino si trovava con i genitori nella piazzetta principale dell’isola, poco distante dall’area portuale. Da un cancello ancora da identificare con precisione (le indagini sono in corso) sarebbero usciti improvvisamente due cani; uno di loro, un pitbull, si è avventato sul minore senza alcun apparente segnale di avvertimento. Alcuni presenti, tra cui probabilmente altri villeggianti, sono riusciti prontamente a intervenire per staccare l’animale, evitando conseguenze ancora più drammatiche. Sul posto sono accorsi gli operatori del 118, la polizia locale e i militari dell’Arma, che hanno avviato i primi accertamenti per ricostruire la dinamica esatta e verificare la proprietà del cane.
Il trasferimento d’emergenza e le condizioni di salute
Le ferite riportate alla gamba, sebbene profonde e complesse da trattare sul posto, non hanno mai messo concretamente a rischio la vita del bambino. I sanitari, valutata la natura dei morsi e la necessità di cure specialistiche, hanno richiesto l’intervento dell’elisoccorso. Il piccolo è stato così elitrasportato all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, struttura di riferimento per le emergenze dell’infanzia nel centro-sud Italia. Al momento del ricovero, le sue condizioni sono state giudicate delicate ma stabili, e i medici hanno espresso cauto ottimismo riguardo alla prognosi, pur senza ancora diffondere bollettini ufficiali dettagliati.
Le indagini in corso e il ruolo della procura di Cassino
I carabinieri stanno setacciando la zona del porto alla ricerca di testimoni che possano fornire elementi utili a identificare il proprietario del pitbull – un aspetto cruciale per stabilire eventuali responsabilità penali. La procura di Cassino, che ha aperto un fascicolo d’inchiesta, dovrà chiarire se l’animale fosse custodito in modo negligente, se il cancello da cui sarebbe uscito fosse lasciato incustodito e se l’accesso alla strada pubblica sia avvenuto per colpa del detentore. Non si esclude, da parte degli inquirenti, l’ipotesi di lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla detenzione di cani considerati potenzialmente pericolosi. La famiglia del bambino, rientrata frettolosamente a Roma dietro l’ambulanza, è stata ascoltata sommarialmente dagli investigatori, che hanno già acquisito le prime registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti nella piazzetta.
Il precedente normativo e il contesto dell’isola
Non è la prima volta che episodi di questo tipo – l’uscita improvvisa di un cane da una proprietà privata con conseguente aggressione a passanti – si verificano su Ponza, sebbene la cronaca recente non ricordi attacchi così gravi ai danni di minori. La normativa vigente in materia di possesso di razze considerate a rischio, come il pitbull, impone l’uso di guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici, ma spesso i controlli sul territorio risultano difficili da attuare in modo capillare, soprattutto nelle isole minori. I carabinieri stanno ora verificando se il proprietario del cane avesse già ricevuto sanzioni in passato o se l’animale fosse già stato segnalato per comportamenti aggressivi. La salma del pitbull – già catturato e messo in sicurezza dagli operatori – non è stata soppressa, in attesa che il magistrato decida l’eventuale sequestro e la custodia in un canile sanitario.




