Manovra 2025, emendamenti e audizioni parlamentari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Legge di Bilancio 2025, promossa dall'esecutivo Meloni, entra nella fase decisiva con la presentazione degli emendamenti da parte dei partiti, dei sindacati e degli industriali. Il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti è fissato per lunedì 11 novembre 2024, lasciando un margine strettissimo per le forze politiche di maggioranza e opposizione. La manovra, che prevede interventi su tasse, pensioni, sanità e investimenti, è oggetto di intense audizioni parlamentari delle parti sociali.

Il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, ha sottolineato che la legge di Bilancio prevede interventi che potrebbero determinare effetti positivi in termini macroeconomici, con risvolti favorevoli sulla tenuta del sistema previdenziale. In particolare, la manovra segna una soluzione di continuità rispetto agli interventi transitori degli anni 2022-2023, con la previsione di misure temporanee a sostegno delle categorie di pensionati più fragili.

Sul fronte delle pensioni, la legge di Bilancio introduce meccanismi per indurre i lavoratori a rinviare il pensionamento oltre i termini indicati dalle norme. Inoltre, viene prorogata Quota 103 ricalcolata con il contributivo, l'Ape sociale e l'Opzione donna ristretta. Tuttavia, l'aumento delle pensioni minime, che dal 2025 saliranno del 2,2% a 617,9 euro, ha suscitato critiche per l'esiguità dell'incremento, pari a soli tre euro rispetto agli attuali 614,77 euro.

Durante la seconda giornata di audizioni parlamentari, diverse istituzioni, tra cui Anci, Inps, Cnel, Istat, Corte dei conti, Banca d’Italia e Ufficio parlamentare di bilancio, hanno espresso le loro valutazioni sui contenuti della manovra.

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