Bonus colonnine, al via le domande: fino a 8.000 euro per i condomini

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Dalle ore 12 di oggi, martedì 22 settembre, è possibile presentare la domanda per il bonus colonnine domestiche, il contributo destinato a chi installa infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici in ambito privato. Lo sportello, gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, resterà aperto fino alle 12 del 31 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.

Chi può richiederlo

Possono accedere al contributo le persone fisiche residenti in Italia e i condomini. Nel primo caso l'infrastruttura deve essere collocata in un'area nella piena disponibilità del richiedente, come un box o un posto auto di proprietà esclusiva, ed essere destinata all'uso privato. Nel caso dei condomini, l'intervento deve riguardare le parti di uso comune dell'edificio ed essere riservato ai soli condomini, senza accesso per soggetti esterni.

Restano esclusi dal beneficio le imprese e i titolari di partita IVA, che devono fare riferimento agli incentivi dedicati alle attività economiche.

Le spese ammissibili e l'importo del contributo

Il contributo copre l'80 per cento delle spese sostenute per l'acquisto e la posa in opera dell'infrastruttura. Il tetto massimo è di 1.500 euro per ciascuna persona fisica, mentre sale a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali. La quota rimanente resta a carico del beneficiario.

Tra le voci ammissibili rientrano non solo il prezzo della colonnina o della wallbox, ma anche gli impianti elettrici necessari, le opere edili strettamente connesse all'installazione, i dispositivi per il monitoraggio e il controllo, le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi, oltre ai costi per la connessione alla rete elettrica tramite l'attivazione di un nuovo point of delivery.

Sono invece escluse imposte, tasse, oneri di qualsiasi genere, spese relative a terreni e immobili, autorizzazioni edilizie e costi per servizi diversi da quelli espressamente previsti.

Come presentare la domanda

La richiesta va inoltrata esclusivamente per via telematica attraverso la piattaforma Invitalia, accedendo con Spid, carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi. È necessario disporre di un indirizzo di posta elettronica certificata attivo. Ciascun soggetto può presentare una sola domanda. Per il 2026 sono considerate ammissibili le infrastrutture la cui installazione è stata completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre.

Per le annualità dal 2027 al 2029 saranno valide le installazioni concluse entro il rispettivo anno solare, mentre per il 2030 il periodo utile si chiude il 31 marzo.

I requisiti tecnici e le modalità di pagamento

Le infrastrutture devono essere nuove di fabbrica, di potenza standard, collocate nel territorio nazionale e realizzate a regola d'arte, con dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore abilitato. Le spese devono essere sostenute con modalità tracciabili, come bonifico o carta di credito, e non possono essere effettuate mediante finanziamento. In vista di eventuali controlli, fatture elettroniche e ricevute dei pagamenti vanno conservate con attenzione.

La dotazione complessiva della misura ammonta a 68 milioni di euro fino al 2030, con una ripartizione che prevede 15 milioni per ciascuna annualità dal 2026 al 2029 e 8 milioni per il 2030.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.