Bonus colonnine, domande al via dal 22 settembre: contributo fino a 8mila euro

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Dalle ore 12 di martedì 22 settembre si apre ufficialmente lo sportello per richiedere il bonus colonnine domestiche, il contributo del ministero delle Imprese e del Made in Italy destinato a chi installa un'infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici in ambito privato. La misura, gestita da Invitalia per conto del Mimit, era stata definita con il decreto direttoriale firmato su indicazione del ministro Adolfo Urso e si inserisce nel programma pluriennale per il settore automotive varato con il Dpcm dello scorso giugno.

Il contributo riconosciuto copre l'80 per cento delle spese sostenute per l'acquisto e la posa in opera delle infrastrutture di ricarica. Il tetto massimo è di 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente, mentre sale a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Possono accedere all'agevolazione le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni, con esclusione delle ditte individuali e delle società, per le quali restano disponibili altri programmi di sostegno.

La copertura non riguarda soltanto l'apparecchiatura in sé. Rientrano infatti nel contributo anche gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie all'installazione, i dispositivi per il monitoraggio e la gestione dell'infrastruttura, le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi, oltre ai costi per la connessione alla rete elettrica tramite l'attivazione di un nuovo punto di prelievo.

Le infrastrutture devono essere nuove di fabbrica e installate su aree nella piena disponibilità del beneficiario; nel caso dei privati l'uso deve essere esclusivamente personale, mentre nei condomìni la destinazione è collettiva per i condòmini, senza in nessun caso accesso da parte del pubblico.

Per l'annualità 2026 sono ammissibili al contributo le installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Questo significa che non è necessario attendere l'apertura dello sportello per sostenere la spesa, purché l'intervento ricada nel periodo indicato. La domanda, tuttavia, può essere presentata solo dopo che acquisto e posa in opera sono stati effettivamente realizzati, con pagamenti tracciabili e documentazione fiscale intestata al richiedente.

La procedura è interamente telematica e passa attraverso la piattaforma informatica di Invitalia. L'accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS, oltre a un indirizzo PEC attivo per l'intera durata del procedimento. È necessario indicare l'IBAN del conto corrente su cui ricevere l'accredito e allegare le fatture relative all'acquisto e all'installazione, gli estratti conto o le ricevute dei bonifici che attestano i pagamenti, la dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore e la relazione finale dell'investimento.

Nel caso dei condomìni serve anche la delibera assembleare che autorizza i lavori sulle parti comuni, corredata dalla dichiarazione dell'amministratore che attesti la mancata impugnazione nei termini di legge.

Per il 2026 sono stati stanziati 15 milioni di euro, all'interno di una dotazione complessiva di 68 milioni che copre il periodo fino al 2030. Le risorse risultano così ripartite: 15 milioni per il 2026, 15 milioni per ciascuna annualità dal 2027 al 2029 e 8 milioni per il 2030. Le richieste vengono esaminate in ordine cronologico di arrivo, il che significa che lo sportello potrebbe chiudere in anticipo rispetto al termine ufficiale del 31 gennaio 2027 qualora i fondi si esauriscano prima.

«Oggi facciamo un altro passo in avanti nell'attuazione del programma che stiamo realizzando per accompagnare la transizione industriale ed ecologica del settore», ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. «Con questa misura sosteniamo i consumatori e, allo stesso tempo, la filiera italiana. Il 54% delle infrastrutture di ricarica di nuova generazione installate in Italia, infatti, viene prodotto nel nostro Paese.

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