Bonus colonnine, domande aperte dal 22 settembre: fino a 8.000 euro per i condomìni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Dalle ore 12 di martedì 22 settembre si apre lo sportello per richiedere il contributo destinato all'acquisto e all'installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. La misura, promossa dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestita da Invitalia, mette sul piatto 68 milioni di euro complessivi fino al 2030 e si rivolge esclusivamente agli utenti domestici, vale a dire persone fisiche residenti in Italia e condomìni.
La finestra per l'invio delle istanze resterà aperta fino alle ore 12 del 31 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili: in quel caso le domande verranno ammesse all'istruttoria secondo l'ordine cronologico di presentazione.
Il contributo copre l'80 per cento delle spese ammissibili. Per una persona fisica il tetto massimo è di 1.500 euro, importo che per ottenere l'intero ammontare richiede almeno 1.875 euro di spese riconosciute. Negli edifici condominiali, invece, il limite sale a 8.000 euro, corrispondente a una spesa agevolabile di almeno 10.000 euro. Nel caso dei privati l'infrastruttura deve essere destinata a uso esclusivo e collocata in un'area nella piena disponibilità del richiedente, mentre per i condomìni deve trovarsi sulle parti comuni e servire l'utilizzo collettivo.
Restano esclusi dal beneficio imprese, società e titolari di partita Iva, che devono fare riferimento ad altri strumenti di incentivazione.
L'agevolazione non riguarda soltanto il prezzo della colonnina o della wallbox. Tra le voci ammissibili figurano l'installazione dell'infrastruttura, gli impianti elettrici necessari, le opere edili strettamente connesse e i dispositivi destinati al monitoraggio e alla gestione della ricarica. Rientrano nel massimale anche le spese di progettazione, direzione dei lavori, sicurezza e collaudi, oltre ai costi per la connessione alla rete elettrica tramite l'attivazione di un nuovo Pod.
Sono invece escluse imposte e tasse di qualsiasi genere, l'acquisto di terreni o immobili, le autorizzazioni edilizie e i servizi non espressamente previsti dalla disciplina.
Per accedere al contributo è necessario che l'infrastruttura sia nuova di fabbrica, di potenza standard e installata sul territorio nazionale. Le spese devono essere sostenute esclusivamente con modalità di pagamento tracciabili e non possono essere effettuate attraverso un finanziamento. A corredo della domanda occorre conservare le fatture relative all'acquisto e alla posa in opera, gli estratti conto che attestino i pagamenti, la relazione finale dell'investimento e la dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore ai sensi del decreto ministeriale 37 del 2008.
Non è ammesso il cumulo con altri incentivi già ottenuti per le stesse spese.
Sono ammissibili le infrastrutture la cui installazione è stata completata nel periodo compreso tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Per le annualità successive, dal 2027 al 2029, rientrano le installazioni completate tra il 1 gennaio e il 31 dicembre di ciascun anno, mentre per il 2030 la finestra si chiude il 31 marzo. La domanda va presentata esclusivamente per via telematica attraverso la piattaforma messa a disposizione da Invitalia, accedendo con Spid, carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi. Ciascun soggetto può presentare una sola istanza.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
