Odissea di Nolan batte Deadpool
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La storia del cinema ha un nuovo capitolo da celebrare, e stavolta arriva dalle profondità della mitologia greca piuttosto che dall'universo dei supereroi. Il kolossal firmato da Christopher Nolan, intitolato "Odissea", ha ufficialmente scavalcato "Deadpool & Wolverine" nella classifica dei film vietati ai minori con il maggiore incasso di tutti i tempi, un sorpasso che segna una vera e propria inversione di tendenza per il settore.
Universal Pictures ha confermato giovedì che l'epopea mitologica ha raggiunto la cifra stratosferica di 1,352 miliardi di dollari a livello globale, superando di fatto i 1,338 miliardi raccolti dal blockbuster Marvel-Disney uscito nel luglio 2024, un traguardo che pochi avrebbero pronosticato alla vigilia della sua distribuzione.
I numeri da record del kolossal con Matt Damon
Secondo i dati riportati da The Numbers, la pellicola ha toccato quota 1,349 miliardi di dollari al box office mondiale, grazie a un contributo di 512,8 milioni incassati sul mercato nordamericano e a ben 836,5 milioni provenienti dai mercati internazionali, a dimostrazione di un appeal che ha varcato i confini linguistici e culturali. A poco più di un mese dall'uscita, la pellicola ha già assunto dimensioni storiche, consolidando un primato che era parso inizialmente irraggiungibile per un adattamento di un poema antico, per quanto gigantesca ne fosse la produzione.
Il film, che vanta un cast corale guidato da Matt Damon nei panni di Ulisse, ha anche stabilito diversi primati nel circuito IMAX, dove le proiezioni in formato gigante hanno letteralmente fatto il tutto esaurito in ogni angolo del globo, contribuendo in maniera decisiva a questo risultato economico senza precedenti.
La reazione di Ryan Reynolds e il confronto tra generi
Di fronte a questo sorpasso epocale, Ryan Reynolds, protagonista e produttore del film sconfitto, ha reagito a modo suo, dimostrando ancora una volta quella verve ironica che lo ha reso celebre oltre i confini del personaggio di Wade Wilson. Senza lasciarsi andare a polemiche sterili, l'attore ha commentato la notizia con il suo tipico umorismo dissacrante, quasi a voler sottolineare come la sconfitta possa essere accettata con eleganza quando a vincere è un'opera di tale portata artistica.
Il confronto tra i due film, in effetti, rappresenta molto più di una semplice sfida economica; da un lato c'è l'industria del fumetto e del supereroe con i suoi canoni consolidati, dall'altro la riscoperta di un classico senza tempo che ha saputo parlare alle nuove generazioni con un linguaggio visivo innovativo, e questa dialettica ha acceso il dibattito tra critici e addetti ai lavori sulla direzione che il cinema d'azione potrebbe prendere nei prossimi anni.
L'eterno fascino di Ulisse tra cinema e letteratura
Non solo Nolan, ovviamente, perché sono innumerevoli gli artisti, tra scrittori, pittori e registi, che nel tempo si sono messi alla prova reinterpretando un testo fondativo della cultura occidentale come l'Odissea, tentando una rilettura del suo protagonista, un personaggio capace di affascinare anche dopo oltre duemila anni.
Ulisse, che già nell'antichità incarnava l'astuzia e la sete di conoscenza, è diventato il simbolo dell'esploratore dell'ignoto che attraverso il viaggio scopre se stesso, una figura che Nolan ha saputo restituire al pubblico con una potenza visiva e narrativa che ha convinto anche gli spettatori più scettici. Eppure, c'è un aspetto che accomuna questo trionfo cinematografico a un fenomeno ben più ampio e radicato nel nostro presente, e cioè la retorica del "comeback" che impazza sui social network.
L'idea di sparire e tornare in grande stile, spesso declinata in chiave revanscista, viene romanticizzata quotidianamente su TikTok e Instagram, ma l'inventore di questo schema narrativo rimane pur sempre il Conte di Montecristo, che ci insegna come certe fantasie non possano essere informate al vittimismo e come esista un'etichetta precisa sia per il ritorno che per la vendetta, una questione di stile che rende l'Odissea di Nolan, in fondo, anche una grande lezione di vita.
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