L'atletica italiana è al centro del mondo, non solo per Furlani e Battocletti
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Redazione Sport
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L’Italia dell’atletica, dopo i cinque ori olimpici di Tokyo 2021 – un risultato che merita un 10 e lode, e che rimane nella memoria – ha chiuso i Mondiali con un bottino record di sette medaglie, a cui si assegna un 9 per alcune controprestazioni che si sarebbero potute evitare. Quella megalopoli giapponese, della quale ci piace tutto – dal sushi autentico, lontano dai facili adattamenti per i palati europei, alla puntualità meticolosa dei treni della metropolitana, che fa apparire il Belpaese disastrato dal confronto – si conferma un terreno straordinariamente favorevole per gli azzurri. Un luogo dove lo stadio era gremito sin dalle batterie e dove una disorganizzazione solo apparente permette a taxi e Uber di convivere, quasi miracolosamente, con le auto di servizio pubblico.
“Consistenza, profondità e futuro”: queste le parole-chiave utilizzate dal direttore tecnico Antonio La Torre per descrivere una squadra che, se aveva trovato nell’Olimpiade di quattro anni fa la sua ispirazione fondamentale, oggi può contare su due nuovi leader assoluti come Mattia Furlani e Nadia Battocletti. Loro, che hanno marcato il territorio rispettivamente nel lungo e nel mezzofondo, rappresentano ora lo stimolo principale per quegli eroi feriti che non intendono affatto arrendersi. Un cambio della guardia, il loro, che fino allo scorso anno sarebbe parso del tutto impensabile.
A parlare è anche il presidente della FIDAL Stefano Mei, il quale, reduce da una caduta che lo ha recentemente condotto in ospedale, si dice entusiasta dopo un’edizione memorabile. “È di nuovo atletica-mania, la presenza sui media è aumentata in maniera significativa”, afferma, sottolineando come non invidi affatto la popolarità di Jannik Sinner e del tennis, poiché è l’atletica, secondo lui, a muovere un numero maggiore di giovani. Il bottino di sette medaglie – “una in più dei miei punti in testa!”, esclama scherzosamente l’ex campione europeo dei 10.000 metri – supera infatti il precedente record di sei, stabilito a Göteborg nel 1995




