Fincantieri nel piano Ue-Ucraina sui droni, accordo e investimenti miliardari
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Redazione Esteri
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C’è anche Fincantieri tra le aziende chiamate a partecipare a uno dei progetti più ambiziosi con cui l’Unione europea prova a rafforzare la propria filiera della difesa insieme all’Ucraina. Nel nuovo EU-Ukraine Drone Deal, siglato il 15 luglio a Kiev dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, anche il gruppo italiano avrà un ruolo nella nuova architettura industriale europea legata ai sistemi unmanned.
Un’integrazione industriale senza precedenti
L’accordo, che rappresenta un passo significativo verso l’integrazione delle industrie della difesa, punta a creare una sinergia tra la capacità produttiva europea e l’esperienza operativa maturata dall’Ucraina sul campo di battaglia. L’obiettivo dichiarato è duplice: sostenere lo sforzo bellico di Kiev nel breve periodo e costruire una base industriale comune per rafforzare la difesa europea nel medio-lungo termine.
Per raggiungere questi scopi, il piano prevede la produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone entro la fine del 2026, con l’ambizione di estendere la cooperazione alla produzione di missili antibalistici entro il 2028.
Il ruolo di Fincantieri e dei partner industriali
La prima riunione dei membri fondatori del Drone Deal è prevista a settembre a Bruxelles e vedrà la partecipazione di 19 aziende, tra europee e ucraine. Oltre a Fincantieri, figurano nomi di spicco come il gruppo spagnolo Indra Group e il tedesco Quantum Systems.
Per l’industria italiana, il coinvolgimento di Fincantieri rappresenta un accesso privilegiato in una filiera strategica per la sicurezza del continente; nello specifico, l’azienda italiana metterà a disposizione la sua esperienza nel settore dei droni navali, fungendo da integratore di sistemi in ambito marittimo. Tra le aziende ucraine selezionate, la maggior parte è specializzata in droni FPV (first-person-view), ma spicca anche UForce, che come Fincantieri opererà nel dominio marittimo.
Risorse finanziarie e sviluppi futuri
A sostegno di questo piano, la Commissione europea ha stanziato un ulteriore miliardo di euro per la produzione e l’acquisto di droni, risorse che rientrano nel più ampio Ukraine Support Loan da 90 miliardi di euro. Questo rappresenta il secondo pagamento destinato ai sistemi unmanned, dopo i 3,9 miliardi erogati a fine giugno.
Parallelamente, Bruxelles ha annunciato un piano futuro da 10 miliardi di euro per finanziare ulteriori droni, missili e aerei da combattimento, oltre all’ingresso dell’Ucraina nell’European Defence Fund (EDF) e nell’European Defence Industry Programme (EDIP). Resta tuttavia un elemento di incertezza riguardo la copertura finanziaria di questi nuovi investimenti, poiché secondo alcune fonti parte delle risorse potrebbe provenire da fondi europei non utilizzati, come quelli del programma Safe.
Competenze in guerra e capacità produttiva
Il fulcro dell’intesa risiede nella volontà di combinare l’enorme capacità tecnologica e industriale europea con l’esperienza unica e collaudata in combattimento che l’Ucraina ha sviluppato in anni di guerra. La presidente von der Leyen ha sottolineato come Kiev abbia trasformato la sua industria, passando dall’essere un acquirente a un fornitore netto di sicurezza per l’Europa, e abbia maturato conoscenze fondamentali nell’uso di sistemi unmanned e anti-drone.
Il presidente Zelensky, da parte sua, ha dichiarato che il Paese sta già producendo 10 milioni di droni all’anno e che, con l’aiuto dei partner, questa cifra potrebbe salire a 20 milioni annui, un dato che testimonia la portata industriale raggiunta e il potenziale di ulteriore crescita grazie al supporto europeo.




