Mel Gibson compie 70 anni, una parabola tra gloria hollywoodiana e caduta

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Compie oggi settant'anni Mel Columcille Gerard Gibson, una figura la cui carriera, spiega chi l'ha seguita da vicino, sembra divisa in due atti diametralmente opposti. Nato a Peekskill, nello stato di New York, il 3 gennaio del 1956, sestogenito di una numerosa famiglia, il suo percorso personale e professionale è stato segnato, oltre che dal precoce trasferimento in Australia all'età di dodici anni, da vertiginosi successi e da altrettanto profonde crisi pubbliche. Dopo il diploma all'Accademia di arte drammatica di Sydney, avvenuto nel 1977, e le prime parti in produzioni televisive, l'attore esplose infatti sulla scena internazionale diventando, in un tempo relativamente breve, uno dei volti più riconoscibili e remunerativi del cinema globale.

L'apice della popolarità e l'affermazione dietro la macchina da presa

Fu il ruolo di Max Rockatansky, l'eroe distopico della saga di Mad Max, a lanciarlo, inserendolo di diritto nella storia della "new wave" australiana. Quella popolarità, che lo portò nel 1985 ad essere incoronato come il primo "Sexiest Man Alive" dalla rivista People, si consolidò negli anni Novanta, un decennio durante il quale prese parte a una decina di pellicole ciascuna delle quali superò, solo nel mercato nordamericano, la soglia dei cento milioni di dollari di incasso. Parallelamente alla recitazione, Gibson intraprese con determinazione la regia, ottenendo un riconoscimento critico di prim'ordine: Braveheart - Cuore impavido, epico affresco storico da lui diretto e prodotto, si aggiudicò infatti cinque premi Oscar, compresi quelli per il miglior film e la miglior regia. La sua autonomia creativa raggiunse un picco nel 2004, quando autofinanziò La Passione di Cristo, un progetto audace e rifiutato da tutti gli studios, girato in aramaico e latino, che divenne nondimeno un fenomeno di cassiera senza precedenti per un film indipendente.

Le ombre degli scandali e le vicende giudiziarie

Il secondo atto della sua parabola pubblica fu invece caratterizzato da una serie di episodi controversi, molti dei quali sfociati in procedimenti giudiziari dai quali emersero, come riportato dalla cronaca, gravi comportamenti. Un arresto per guida in stato di ebbrezza, avvenuto nel 2006, costituì solo il primo di una serie di fatti che misero in luce le sue lotte personali contro l'alcolismo. Ben più gravi furono le successive accuse di violenza domestica, che si conclusero con un patteggiamento, e le dichiarazioni, rilasciate in più occasioni, che gli valsero pubbliche accuse di razzismo e antisemitismo, oltre a critiche per aver espresso scetticismo verso consolidate teorie scientifiche. Questi elementi contribuirono a offuscare in modo decisivo la sua immagine, allontanandolo dai riflettori principali di Hollywood per diversi anni.

Il presente e la persistenza di un'icona complessa

Oggi, mentre raggiunge il traguardo dei settant'anni, Gibson continua a lavorare nell'industria cinematografica, mantenendo un profilo che molti definirebbero da "zio impresentabile". Con alle spalle oltre sessanta film come interprete e sei come regista, è attualmente impegnato nella realizzazione de La Resurrezione di Cristo, sequel del suo celebre film del 2004, attraverso la sua casa di produzione, la Icon Productions. La sua figura rimane così un unicum, divisa tra la memoria di un talento fuori dal comune, apprezzato dai colleghi per la professionalità sul set, e il peso di azioni e parole che ne hanno segnato irrimediabilmente la reputazione. Una dualità, questa, che rende la sua storia una delle più articolate e discutibili dell'intero firmamento hollywoodiano.

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