Eni tiene il passo nel trimestre nonostante il calo degli utili, al via maxi progetto per la CO2 nel Regno Unito
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Redazione Economia
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In un mercato energetico instabile, dove le tensioni commerciali e i dazi minacciano di ridisegnare gli equilibri del settore, Eni ha chiuso il primo trimestre del 2025 con risultati solidi, seppur in flessione. Gli utili netti, infatti, si sono attestati a 1,4 miliardi di euro, segnando un calo dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre la produzione di petrolio e gas è scesa del 5%, toccando 1,64 milioni di barili al giorno. Un risultato che, seppur inferiore, ha superato le attese degli analisti, spingendo al rialzo le quotazioni del titolo a Piazza Affari.
La contrazione, come prevedibile, è legata principalmente al crollo dei prezzi del greggio, che nei primi tre mesi dell’anno ha viaggiato a livelli inferiori di circa 10 dollari al barile rispetto al 2024. A pesare sono state anche le incertezze legate alla guerra commerciale, che hanno frenato la domanda di idrocarburi, amplificando i timori di una recessione globale. Nonostante ciò, il gruppo ha mantenuto una linea prudente, riducendo gli investimenti previsti da 6,5-7 miliardi a meno di 6 miliardi, per far fronte a un potenziale impatto dei dazi stimato in circa 2 miliardi.
Tra le novità più rilevanti, Eni ha annunciato l’avvio di un maxi progetto per la cattura e lo stoccaggio della CO2 nel Regno Unito, un’iniziativa che rientra nella strategia di transizione energetica del gruppo. Intanto, resta invariato l’impegno verso gli azionisti: confermato il riacquisto di azioni per 1,5 miliardi e l’aumento del dividendo del 5%, che sarà sottoposto all’approvazione dell’assemblea di maggio.




