Tour de France 2026, la 15ª tappa è già un crocevia sulle Alpi
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Redazione Sport
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Dopo la quarta vittoria consecutiva in questa edizione, con il successo di tappa che è valso anche l'ennesimo allungo in classifica generale, Tadej Pogacar si presenta al via della quindicesima frazione del Tour de France 2026 con l'obiettivo dichiarato di firmare la quinta meraviglia. La corsa, che ha già preso il via da Champagnole alle 13.20 di questa domenica 19 luglio, si appresta ad affrontare il primo vero banco di prova alpino, con un traguardo inedito che potrebbe scrivere pagine importanti di questa edizione. La tappa, lunga 183.
9 chilometri e caratterizzata da un dislivello complessivo di quasi 4.000 metri, porterà i corridori sul Plateau de Solaison, una salita di categoria Hors Catégorie che il Tour scopre per la prima volta nella sua storia.
Un percorso per scalatori puri
La partenza da Champagnole segna l'ingresso nel cuore delle Alpi, con un tracciato che mette subito in chiaro le sue intenzioni. Dopo il traguardo volante di Saint-Laurent-en-Grandvaux, che assegnerà i punti per la maglia verde al diciassettesimo chilometro, il percorso si inerpicherà attraverso quattro Gran Premi della Montagna, tra cui spicca l'ascesa al Col de la Croisette, una salita di prima categoria con pendenze che sfiorano l'11.2% per 4.7 chilometri. Ma è l'ultima asperità, l'inedito arrivo sul Plateau de Solaison, a rappresentare il vero giudice di questa giornata: 11.
3 chilometri al 9% medio, con punte che toccano l'11.3%, una salita che non lascia spazio a nascondigli e che richiama alla mente le imprese dei grandi scalatori del passato. Per avere un riferimento, basti pensare che la salita era già stata scalata in passato al Delfinato, con vittorie eccellenti come quelle di Jakob Fuglsang nel 2017 e di Jonas Vingegaard nel 2022, entrambi poi vincitori della corsa; a testimonianza di come chi si impone su queste pendenze abbia spesso le carte in regola per puntare al successo finale.
La situazione in classifica
La classifica generale alla vigilia di questa tappa racconta di un Tour che sembra già avere un padrone indiscusso, ma che nasconde ancora diverse battaglie in ottica podio. Tadej Pogacar, saldamente in maglia gialla, vanta un vantaggio di 4 minuti e 30 secondi sul suo diretto inseguitore, il danese Jonas Vingegaard, e di 5 minuti e 4 secondi su Remco Evenepoel, terzo della generale.
Dietro al belga, a completare la top five, troviamo il francese Paul Seixas, che con la maglia bianca di miglior giovane occupa la quarta posizione a 5 minuti e 19 secondi, e lo spagnolo Juan Ayuso, staccato di 22 secondi dal transalpino. Un gruppo di inseguitori composto da Florian Lipowitz e Isaac Del Toro, entrambi a poco più di 5 minuti, completa un quadro che lascia presagire una corsa molto tattica, dove chi ha margine potrebbe giocarsi le proprie carte per la vittoria di tappa.
Evenepoel e l'atmosfera in squadra
Remco Evenepoel, attuale terzo in classifica, è stato al centro dell'attenzione mediatica nei giorni scorsi dopo aver espresso, al termine della sesta tappa, una certa frustrazione per la mancata collaborazione del compagno di squadra Florian Lipowitz. Il corridore belga, che aveva puntato il dito contro il tedesco per non averlo aiutato nella volata finale, ha però smorzato le polemiche, dichiarando che la questione è stata risolta all'interno del team Red Bull - BORA - hansgrohe.
Le dichiarazioni di Evenepoel, che ha parlato di un'atmosfera serena e di un confronto chiarificatore, hanno messo a tacere le voci di una crisi interna, consentendo al team di concentrarsi sugli impegni alpini che lo attendono. Anche Lipowitz, intervenuto sulla questione, ha confermato la volontà di guardare avanti, sottolineando come il Tour sia ancora lungo e come le Alpi possano offrire a tutti l'opportunità di riscatto.
Le chiavi della tappa
La quindicesima tappa si annuncia come una delle più decisive per gli equilibri della classifica generale. La durezza del Plateau de Solaison, una salita che non concede tregua e che si presta a scatti in solitaria, potrebbe essere la piattaforma ideale per Pogacar per un ulteriore allungo, ma anche per Vingegaard, uno che su queste pendenze ha già dimostrato di sapersi esprimere al meglio, o per un fuggitivo che potrebbe giocarsi il tutto per tutto.
La presenza di un arrivo inedito, inoltre, toglie ai favoriti il vantaggio della conoscenza del tracciato, rendendo la corsa ancora più imprevedibile. Quello che è certo è che questa domenica di corsa, che si concluderà tra le 17.41 e le 18.11, offrirà spettacolo e potrebbe già delineare i contorni della settimana decisiva che attende i corridori dopo il giorno di riposo di lunedì.




