Xiaomi 17 Ultra, il re della fotografia mobile, e i misteri della serie 17T
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Tra i padiglioni del Mobile World Congress di Barcellona, che quest’anno hanno fatto da vetrina alle innovazioni destinate a segnare il mercato nei prossimi mesi, Xiaomi ha ufficialmente alzato il sipario sul suo nuovo gioiello di famiglia: il 17 Ultra. Si tratta di un dispositivo che, a ben guardare, non cerca di nascondere la sua anima, essendo stato progettato con un’ossessione specifica, quella per la fotografia, al punto da sfidare apertamente il regno delle reflex professionali. E non è un’affermazione priva di fondamento, se si analizza nel dettaglio il comparto ottico, frutto della consolidata collaborazione con la casa tedesca Leica, che su questo modello raggiunge livelli di integrazione mai visti prima.
A bordo, infatti, trova posto un sensore principale da un pollice, una scelta tecnica che gli appassionati sanno bene essere sinonimo di una capacità di cattura della luce fuori dal comune, particolarmente preziosa quando le condizioni di illuminazione si fanno proibitive. A questo si aggiunge la tecnologia LOFIC HDR, un acronimo che sta per “Lateral Overflow Integration Capacitor”, il cui scopo è aumentare drasticamente la cosiddetta “Full-Well Capacity” dei pixel, permettendo al sensore di gestire senza sforzo contrasti luminosi estremi – come quelli di un falò notturno o delle luci al neon in una città – senza bruciare le alte luci o perdere dettaglio nelle ombre. Ma il vero fiore all’occhiello, quello che probabilmente farà storcere il naso ai puristi delle mirrorless, è il teleobiettivo: un’unità da 200 megapixel con uno zoom ottico-meccanico continuo che copre il range 75-100 mm, una prima assoluta su uno smartphone. Grazie a una struttura a tripla lente “apocromatica” (APO), certificata Leica, questo obiettivo riduce al minimo le aberrazioni cromatiche, garantendo una nitidezza e una resa cromatica che fino a ieri sembravano irraggiungibili per un dispositivo così sottile.
Dalla Cina all’Europa, il rebrand che fa la differenza
Se il 17 Ultra rappresenta l’apice tecnologico immediatamente disponibile (e lo si può già trovare su eBay con un’offerta che lo porta a 1.189 euro, grazie al codice sconto PRIMA26, contro un listino ben più alto), gli occhi degli utenti europei sono puntati con altrettanta intensità su un’altra parte della gamma: la futura serie 17T. Per chi segue le dinamiche del mercato non è un segreto che i modelli “T” dell’azienda cinese nascono spesso come rebrand dei terminali Redmi pensati per il mercato domestico, e anche questa volta la regola sembra destinata a confermarsi, con il 17T Pro che dovrebbe prendere forma dal Redmi K90 Ultra. Le indiscrezioni che arrivano dalla supply chain, però, suggeriscono una differenziazione strategica interessante: mentre il modello cinese potrebbe adottare una soluzione estrema come una ventola di raffreddamento fisica, mutuata dal mondo dei Gaming Phone per garantire prestazioni sostenute nel tempo, il fratello internazionale sembra destinato a farne a meno.
Una scelta, quella di rinunciare al raffreddamento attivo, che probabilmente risponde a esigenze di ottimizzazione dei costi e di adattamento a un pubblico meno focalizzato sul gaming estremo, ma che non compromette il resto della dotazione. Secondo le ultime voci, il 17T Pro monterà il nuovo chip MediaTek Dimensity 9500, affiancato da una batteria dalla capacità impressionante, che alcuni portali specializzati indicano aggirarsi intorno ai 7.000 mAh. Un dato, quest’ultimo, che segnerebbe un deciso cambio di passo rispetto alla generazione precedente, andando a soddisfare una delle richieste più ricorrenti da parte della base di utenti, quella relativa all’autonomia.
Le anticipazioni su una serie che prende forma
Mancano ancora gli annunci ufficiali, ma il quadro relativo alla serie 17T inizia a delinearsi con contorni sempre più definiti. Le certificazioni, come quella apparsa di recente a Singapore, confermano che i lavori sono in fase avanzata e che i modelli, contraddistinti dai codici 2602DPT53G e 2602EPTC0G, sono pronti per il lancio globale. Si parla di due varianti: il 17T standard, probabilmente equipaggiato con un Dimensity 8500 e un display piatto da 6,59 pollici, e il Pro, che oltre al chip di fascia più alta potrebbe vantare un comparto fotografico con lente periscopica, ereditando così l’anima “camera-centric” del fratello maggiore Ultra ma in una veste più accessibile. A livello di design, se l’Ultra ha stupito per la sua sottigliezza (8,29 mm nonostante la mole) e per la scocca piatta, è lecito attendersi che anche la linea T sappia coniugare estetica e sostanza, magari con quella cura per l’ergonomia che serve a bilanciare il peso considerevole di questi dispositivi.




