Bonus psicologo, pubblicate le graduatorie definitive: ecco come funziona e i tempi per usarlo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Inps ha reso noto l’elenco definitivo di coloro che potranno accedere al contributo per il sostegno psicologico, un provvedimento che, unificando le risorse per il 2024 e il 2025, punta a soddisfare un numero maggiore di richieste. Le graduatorie, consultabili sul portale dell’istituto, sono state compilate seguendo un criterio preciso, che ha dato priorità ai nuclei con l’Isee più basso e, in subordine, alla data di presentazione della domanda. Ciò significa che la posizione in elenco, ormai stabile e non più modificabile da ricorsi ordinari, determina l’effettiva possibilità di ottenere il beneficio, del quale molti rischiano di rimanere esclusi per l’esaurimento dei fondi a disposizione.

Le modalità di accesso e di utilizzo del contributo

Una volta verificata la propria inclusione nelle liste, i beneficiari dovranno muoversi con solerzia, poiché il bonus è vincolato a un preciso limite temporale. Il contributo, che ammonta fino a cinquanta euro per ogni seduta, non viene infatti accreditato al cittadino ma erogato direttamente al professionista scelto, il quale deve essere regolarmente iscritto al proprio ordine. Per avviare il percorso, è necessario comunicare allo psicologo o psicoterapeuta il codice univoco generato dal sistema Inps, elemento indispensabile per attestare il proprio diritto e permettere al sanitario di richiedere il rimborso.

La scadenza imminente e le possibili difficoltà

Sebbene le liste siano definitive, l’accesso concreto al servizio non è scontato, in quanto l’ottenimento del codice non garantisce automaticamente la prestazione. La misura, dalla forte valenza sociale, deve infatti essere utilizzata entro un arco di duecentosettanta giorni dalla pubblicazione delle graduatorie, un termine perentorio oltre il quale il beneficio si intende decaduto. La frammentazione dell’offerta sul territorio e le lunghe liste d’attesa presso molti studi professionali potrebbero rappresentare un ostacolo non trascurabile per chi, pur avendo il diritto riconosciuto, faticasse a trovare un libero professionista disponibile nel breve periodo a disposizione.

Il quadro complessivo della misura

L’unificazione dei fondi, decisa dal ministero della Salute, ha permesso di formulare un unico bando per l’anno in corso, ampliando potenzialmente la platea degli aventi diritto. L’iter, che passa interamente attraverso la piattaforma Inps senza intermediari, demanda al cittadino l’onere di controllare l’esito della domanda, l’importo riconosciuto e di gestire in autonomia il rapporto con il terapeuta. Resta, in ogni caso, la consapevolezza che si tratta di una risorsa limitata, la cui erogazione è subordinata al rispetto di regole stringenti, sia per quanto concerne i requisiti economici sia per la tempistica di effettivo utilizzo.

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