Il bancario spione e il silenzio della sinistra
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Redazione Interno
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Secondo Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, la vicenda del bancario di Intesa Sanpaolo che spiava i conti correnti di vip e politici rappresenta il più grande scandalo della storia della Repubblica. Foti ipotizza che dietro questa operazione possa esserci una mano internazionale, mentre accusa la sinistra di un silenzio assordante di fronte a tali gravi violazioni della privacy. Il parlamentare sottolinea come, nonostante viviamo in un'epoca in cui la privacy dovrebbe essere garantita da un'autorità Garante, la realtà dei fatti dimostra che siamo costantemente sorvegliati da telecamere e dispositivi elettronici, anche quando i nostri telefoni sono spenti.
Il caso del bancario pugliese, che ha effettuato circa 6.000 accessi non autorizzati ai conti correnti e alle carte di credito di personaggi illustri, tra cui la famiglia Meloni e Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha suscitato indignazione. Intesa Sanpaolo ha riconosciuto la grave violazione delle procedure da parte del dipendente infedele e ha chiesto scusa ai clienti coinvolti. La banca ha dichiarato di essere dispiaciuta per l'accaduto, proprio alla vigilia degli accertamenti tecnici sui dispositivi elettronici sequestrati al 52enne di Bitonto, indagato per intrusione informatica e procacciamento di notizie sulla sicurezza dello Stato.
Gioacchino Genchi, ex poliziotto e perito informatico, ha espresso la sua opinione sulla vicenda, sostenendo che il bancario di Bitonto potrebbe aver agito a causa di disturbi psicologici. Genchi, noto per essere stato accusato di aver creato archivi segreti poi rivelatisi inesistenti, ha sottolineato la gravità della situazione e l'importanza di indagare a fondo su questi episodi di dossieraggio.
In un contesto in cui la riservatezza sembra essere un colabrodo, la scoperta di un bancario che rovista nei conti correnti di politici e vip non dovrebbe sorprendere, ma certamente indignare.




