La Befana non tramonta: calze piene di cioccolato e riti che resistono al tempo
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Redazione Interno
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Vecchia, arcigna e con una sacca che non tradisce mai le aspettative, la figura della Befana, sulla sua inseparabile scopa, continua a incarnare l'ultimo, dolce atto delle festività natalizie. Nonostante il passare degli anni e l'evolversi delle consuetudini, quel rito familiare, che vede calze colorate appese al camino o ai piedi del letto la vigilia dell’Epifania, resiste con una tenacia che sorprende. A certificarlo, ponendo numeri precisi su un sentimento diffuso, è l’indagine “I bambini e la Befana”, condotta da AstraRicerche per Unione Italiana Food: su un campione rappresentativo di mille genitori con figli in età scolare, è emerso come questa tradizione occupi un posto speciale, rinsaldando legami e creando attesa. Il che dimostra, al di là dei consumi, una capacità di adattamento senza perdere l’anima più autentica.
I numeri di una tradizione intramontabile
Lo studio, realizzato attraverso interviste online, aveva l’obiettivo di esplorare il rapporto tra le famiglie e il rito della calza. I risultati, che alcuni potrebbero considerare scontati ma che invece fotografano una realtà sociale ben radicata, parlano di un’adesione massiccia a questa usanza. La Befana, con il suo carico di cioccolatini, dolciumi e piccoli doni, si conferma così uno dei simboli più riconoscibili e attesi dell’inverno italiano, un ponte tra generazioni che condividono, pur con sensibilità diverse, lo stesso immaginario fatto di carbone dolce e sorprese. Cambiano, certo, i prodotti che riempiono le calze, seguendo le mode del momento, ma il significato profondo di quel gesto, che è prima di tutto affettivo e di continuità, rimane intatto.
Oltre la calza: il significato universale dell'Epifania
La ricorrenza del 6 gennaio, tuttavia, va ben oltre il folclore della vecchina. L’Epifania, infatti, è una festa dal carattere universale, che assume sfumature differenti a seconda dei contesti culturali e religiosi di riferimento. Mentre la chiesa cattolica pone l’accento principalmente sull’adorazione dei Re Magi, quella orientale celebra in modo particolare il battesimo di Gesù nelle acque del Giordano. Il nucleo comune, al di là delle diverse manifestazioni, resta comunque quello di una rivelazione, di una manifestazione al mondo, come suggerito dall’etimologia stessa del termine. Non ovunque, va ricordato, è festa civile, ma il suo valore trascende l’aspetto meramente calendario, invitando a una pausa di riflessione dopo il clamore delle feste.
Riti collettivi e la forza di un simbolo
Se l’indagine di AstraRicerche misura la dimensione privata e domestica della festa, non mancano in Italia le celebrazioni pubbliche che ne esaltano il carattere comunitario. A Napoli, per esempio, i festeggiamenti hanno avuto il loro epicentro nel mercato di Piazza del Carmine, un appuntamento consolidato che, nella recente edizione, ha richiamato decine di migliaia di persone in pochi giorni. Eventi del genere, che si ripetono con variazioni in molte parti dello Stivale, testimoniano come la Befana non sia solo un fenomeno commerciale o un ricordo dell’infanzia, ma un vero e proprio simbolo della tradizione italiana, capace di riunire persone e di chiudere, con un sapore dolce, il ciclo delle feste. Un ciclo che, come recita il proverbio, proprio con l’Epifania si conclude, lasciando spazio al ritmo ordinario dei giorni.




