Torino, il rogo di via Nizza: la confessione della guardia giurata e il movente passionale
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Redazione Interno
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Alle 2.34 della notte tra domenica e lunedì scorsi, il segnale Gps dell’auto di servizio della Securitalia, una K74 assegnata al vigilante Giovanni Zippo, si è interrotto per novanta minuti. Nella sala operativa di via Guido Reni, dove vengono monitorati gli spostamenti delle guardie giurate, quel silenzio elettronico è passato inizialmente inosservato: nessuna segnalazione di fermate sospette, nessun allarme. Quella stessa notte, poco dopo, un’esplosione avrebbe devastato un appartamento al civico 389 di via Nizza, causando il crollo parziale del palazzo e la morte di Jacopo Peretti, 33 anni, travolto dalle fiamme.
Zippo, 40enne piantonato al reparto grandi ustionati del Cto, ha confessato ai medici di essersi bruciato con l’olio delle patatine, ma gli investigatori del commissariato di Barriera Nizza e della Mobile hanno ricostruito un quadro diverso. Rubate le chiavi dell’auto di servizio, cambiarsi i pantaloncini per non macchiare la divisa, il Gps spento: dettagli che tradiscono una pianificazione accurata, anche se non perfetta. L’accusa è di omicidio volontario, lesioni e crollo doloso.
Il movente, secondo gli inquirenti, affonda in una storia di gelosia. Zippo conosceva bene Salvatore, il compagno di Madalina Ionela Hagiu, la 30enne romena che abitava nell’appartamento colpito dalle fiamme. Tre anni prima, i due uomini avevano litigato per lei, e lo stesso vigilante aveva accompagnato Madalina alla stazione quando partì per raggiungere Salvatore all’Elba. La sera prima dell’incendio, Zippo e la donna erano persino usciti a ballare insieme. Un rapporto ambiguo, che la Hagiu ha descritto senza nascondere la disperazione per aver perso tutto nel rogo.
«Mi vergogno, vorrei tornare indietro», ha detto Zippo durante gli interrogatori, ammettendo infine il suo ruolo nella tragedia. Le fiamme, appiccate deliberatamente, non hanno risparmiato nulla: né gli affetti, né le vite. Quella di Peretti, che abitava nello stesso stabile, è stata spezzata in pochi minuti.




