Omicidio Alessandro Signorile a Bari, la confessione della guardia giurata: «Ho agito per gelosia e vendetta»

Omicidio Alessandro Signorile a Bari, la confessione della guardia giurata: «Ho agito per gelosia e vendetta»
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c'è stata una resa incondizionata, ma un passo verso la giustizia, o forse solo l'ammissione di un gesto estremo dettato da una passione tossica. Alessandro Barcellona, guardia giurata barese di 40 anni, ha confessato l'omicidio di Alessandro Signorile, l'operaio di 39 anni ucciso a colpi di pistola martedì mattina nel quartiere Carbonara di Bari. Il fermo, eseguito mentre l'uomo si stava recando spontaneamente in questura per costituirsi, è stato convalidato dalla Procura, che ha delineato il movente del delitto come un atto di «gelosia e vendetta».

Una mattanza in pieno giorno, in via Giuseppe De Marinis, dove la vittima è stata raggiunta da quattro proiettili mentre si trovava in sella alla sua bicicletta.

Il delitto e la dinamica dell'agguato

Erano circa le dieci del mattino quando Alessandro Signorile, operaio edile originario di Ceglie del Campo, stava percorrendo la strada che taglia il cuore di Carbonara. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, riportata da fonti ufficiali, Barcellona lo ha raggiunto a bordo di una moto di grossa cilindrata, lo ha affiancato e, senza esitazione, ha esploso colpi di pistola calibro 9. I proiettili hanno centrato la testa e il corpo del 39enne, che è morto sul colpo, prima ancora che il personale del 118 potesse fare qualcosa per salvarlo.

Il killer si è dato alla fuga, ma il cerchio si è stretto in poche ore, grazie anche alla segnalazione di un familiare che aveva ricevuto un messaggio angosciante dall'uomo poco prima del fatto.

La confessione: movente passionale e parole fatali

La svolta investigativa è arrivata con la confessione di Barcellona. Interrogato dagli inquirenti, l'uomo ha ammesso le proprie responsabilità, raccontando di un dramma familiare consumato alle sue spalle. Sarebbe stato il sospetto di una relazione sentimentale tra la sua compagna e la vittima a innescare la spirale di violenza. Secondo quanto riferito, Barcellona avrebbe scoperto mesi fa, tramite videocamere installate in casa, l'esistenza di una relazione telefonica tra i due.

La situazione sarebbe precipitata il giorno prima del delitto, quando la donna gli avrebbe comunicato la volontà di lasciarlo definitivamente. La miccia finale sarebbe scoccata durante un acceso diverbio verbale tra i due uomini poco prima dell'omicidio; un battibecco durante il quale, secondo la confessione, Signorile avrebbe pronunciato una frase che per la guardia giurata è suonata come una provocazione inaccettabile: «Prima o poi me la prenderò», riferito proprio alla compagna di Barcellona.

L'arresto e la posizione dell'indagato

Il fermo di Barcellona, eseguito dalla compagnia di Bari San Paolo, è stato un atto quasi formale, dato che l'uomo stava già raggiungendo la Questura per consegnarsi alle autorità. Nonostante la costituzione, la Procura ha ritenuto necessario emettere il decreto di fermo di indiziato di delitto, ipotizzando il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. L'indagato è attualmente in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Bari, proseguono per acquisire ulteriori riscontri tecnici, come le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e l'esito dell'autopsia sul corpo della vittima, che sarà eseguita nei prossimi giorni dal medico legale Biagio Solarino.

La paura a Carbonara

Il quartiere Carbonara è rimasto sotto choc. Un delitto consumato a pochi passi dalla piazza centrale, in un orario di intensa circolazione, ha riacceso la paura tra i residenti, già provati da un clima di insicurezza percepita. I colpi di pistola hanno squarciato il silenzio di una mattina qualunque, costringendo la gente a confrontarsi con l'ennesima tragedia che macchia il volto della città.

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