Bari, omicidio in pieno giorno nel quartiere Carbonara: operaio ucciso in bici, arrestata guardia giurata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un delitto consumato in pieno giorno, sotto gli occhi di un quartiere che si apprestava a vivere la sua ordinaria mattinata. È accaduto a Bari, in via De Marinis, nel cuore del rione Carbonara, dove un uomo di 39 anni, Alessandro Signorile, è stato raggiunto da almeno quattro colpi di pistola mentre pedalava in sella alla sua bicicletta. L'omicidio, avvenuto intorno alle 9:30 di martedì 30 giugno, ha gettato nello sconcerto la comunità locale, costringendo le forze dell'ordine a intervenire con tempestività per ricostruire quanto accaduto.

Il presunto autore del gesto, una guardia giurata identificata in Alessandro Barcellona, è stato arrestato dai carabinieri poco dopo il fatto, mentre si stava recando in questura per costituirsi.

La dinamica dell'agguato in via De Marinis

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la vittima, residente a Ceglie del Campo, stava percorrendo via Giuseppe De Marinis quando è stata affiancata da un uomo in sella a una moto di grossa cilindrata. L'aggressore, dopo aver raggiunto il 38enne, ha esploso diversi colpi a distanza ravvicinata, utilizzando presumibilmente una pistola calibro 9. Uno dei proiettili, in particolare, avrebbe colpito la vittima alla testa, rendendo vano ogni tentativo di soccorso.

Il personale del 118, giunto prontamente sul posto, non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell'operaio edile. L'area del delitto, teatro di una violenza inaudita e improvvisa, è stata immediatamente transennata dagli agenti della polizia locale per consentire l'avvio dei rilievi tecnici da parte dei carabinieri.

L'arresto del presunto killer e le indagini

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Larissa Catella e dal procuratore aggiunto Milto Stefano De Nozza, hanno permesso di individuare in tempi brevissimi il presunto responsabile della sparatoria. Si tratta di Alessandro Barcellona, una guardia giurata di 40 anni che, secondo quanto emerso, sarebbe stata in servizio nella vigilanza agli ingressi del tribunale di Bari e della Procura.

Fondamentale per la sua identificazione è stato il contributo delle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, che hanno documentato la fuga del killer. L'uomo, dopo aver fatto perdere le proprie tracce percorrendo pochi metri, è stato bloccato dai militari sul lungomare di Bari, non lontano dalla questura, dove pare stesse andando per costituirsi. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti, che stanno ricostruendo i passaggi che hanno portato al tragico epilogo.

Il movente del delitto

Sebbene non sia stata ancora fornita una versione ufficiale, gli investigatori starebbero concentrando le loro attenzioni su una pista di natura personale e, in particolare, passionale. Secondo quanto riportato da alcune fonti, alla base del gesto ci sarebbero dissidi legati a una relazione sentimentale che vedeva coinvolta la convivente del presunto assassino.

Lo stesso Barcellona, durante l'interrogatorio, avrebbe confessato di aver scoperto due o tre mesi fa una relazione "telefonica" tra la sua compagna e la vittima, attraverso le telecamere di sorveglianza installate nella propria abitazione. A peggiorare la situazione, lunedì sera la donna avrebbe manifestato l'intenzione di porre fine alla loro relazione, un evento che il 40enne avrebbe definito come la "goccia che ha fatto traboccare il vaso" in un messaggio inviato a un parente.

Nella mattinata del delitto, inoltre, sembra che vi sia stato un ulteriore confronto tra i due uomini, che avrebbe preceduto di pochi istanti l'esplosione dei colpi di pistola.

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