Dal caldo estremo al crollo delle temperature, cosa succede al corpo con lo shock termico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una perturbazione atlantica sta attraversando l'Italia e sta mettendo fine alla sesta ondata di calore dell'estate 2026. Il calo termico ha già colpito gran parte del Centro-Nord, con differenze che in alcune zone hanno toccato i 10 gradi in poche ore, e tra venerdì 11 e sabato 12 settembre raggiungerà anche le regioni meridionali, dove il caldo perderà forza più lentamente.

L'aria più fresca resterà sul Paese fino a domenica 13, quando è previsto l'arrivo dell'Anticiclone delle Azzorre con un generale rialzo delle temperature, ma senza eccessi: valori intorno ai 25-30 gradi, con locali picchi leggermente oltre al Sud.

Il meccanismo fisiologico

Lo shock termico è una reazione violenta dell'organismo a un passaggio brusco da un ambiente molto caldo a uno molto freddo, o viceversa. Il corpo non ha il tempo di adattarsi e subisce scompensi nel sistema cardiocircolatorio. In pratica, i vasi sanguigni periferici si restringono per ridurre la dispersione di calore, concentrando il flusso sanguigno verso gli organi vitali: il cuore è così costretto a lavorare di più per pompare il sangue attraverso vasi ristretti, la pressione arteriosa può aumentare anche di 10-20 mmHg e la frequenza cardiaca accelera.

Il sistema nervoso simpatico attiva questo meccanismo protettivo nel giro di pochi minuti dall'esposizione al freddo. Per le persone sane la reazione si traduce in un disagio transitorio; per anziani, cardiopatici, ipertesi o diabetici può invece rappresentare un fattore di rischio significativo, con possibilità di infarto, ictus o svenimento.

I campanelli d'allarme e i soggetti fragili

I sintomi da riconoscere includono difficoltà respiratorie, brividi intensi, tremori, stato confusionale, dolore al petto, vertigini e mal di testa. Nei casi più gravi si può arrivare alla perdita di coscienza: in questa evenienza è necessario chiamare immediatamente i soccorsi. Il rischio aumenta se lo sbalzo avviene durante la digestione, quando il sangue è già concentrato nello stomaco.

Particolare attenzione va prestata agli over 75, alla luce dei dati storici: nell'estate del 2003, la più calda degli ultimi cinquant'anni, si registrò un incremento significativo della mortalità proprio tra gli ultra settantacinquenni e in modo ancora più marcato tra gli ultra ottantenni.

Le precauzioni da adottare

Per prevenire gli effetti dello shock termico, la prima regola è non esporsi a sbalzi improvvisi. Non tuffarsi in acque fredde quando si è accaldati o dopo una lunga esposizione al sole: gli esperti consigliano di bagnarsi progressivamente, partendo dalle estremità, per consentire ai termorecettori cutanei di inviare i segnali al cervello e attivare gradualmente i meccanismi di compensazione. Negli ambienti interni, la differenza tra la temperatura del climatizzatore e quella esterna non dovrebbe superare i 6-7 gradi.

Vestirsi a strati permette di adattarsi ai cambiamenti durante la giornata, mentre mantenere un'umidità domestica intorno al 40% aiuta a limitare l'impatto sulle vie respiratorie.

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