“Cime tempestose” secondo Emerald Fennell: la passione tra Margot Robbie e Jacob Elordi divide la critica
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Redazione Cultura e Spettacolo
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È un paradosso affascinante, quello che accompagna l’uscita di “Cime tempestose” nelle sale, un film che, lo si capisce già dai manifesti e dalle locandine che riportano il Titolo tra virgolette, non ha alcuna intenzione di essere una trascrizione pedissequa del romanzo di Emily Brontë. La regista Emerald Fennell, forte di una preparazione in letteratura inglese a Oxford, ha dichiarato apertamente di aver voluto tradurre in immagini non tanto la lettera del testo del 1847, quanto piuttosto l’impatto emotivo e viscerale che quel libro ebbe su di lei quando lo lesse per la prima volta a quattordici anni -3-6. Ne consegue un’operazione cinematografica che, nelle intenzioni della sua autrice, si configura più come una rielaborazione personale, quasi una fanfiction ad alto budget, che come un adattamento tradizionale, scatenando inevitabilmente un dibattito acceso tra i critici e i lettori più fedeli all’opera originale -10.
Un adattamento che sceglie la strada dell’eccesso stilistico e dell’esplicitazione del desiderio
La pellicola, distribuita dalla Warner Bros in una data simbolica come la vigilia di San Valentino, concentra la sua narrazione quasi esclusivamente sul rapporto primordiale e distruttivo tra Catherine Earnshaw e Heathcliff, interpretati rispettivamente da Margot Robbie e Jacob Elordi, tralasciando completamente le vicende della seconda generazione di personaggi, quella che nel libro conduce a una forma di catarsi e riconciliazione finale -6-7. La Fennell, come ha spiegato in alcune interviste, accelera verso l’adolescenza dei protagonisti e non ha timore di esplicitare quella tensione erotica che nel romanzo rimane per lo più sottotraccia, repressa e negata, traducendola in scene di contatto fisico e di sesso che hanno spiazzato buona parte della critica -3-10. Si tratta di una scelta radicale che trasforma la tragedia in un melodramma passionale, dove la chimica tra i due attori australiani, ampiamente cavalcata anche nella promozione, diventa il vero motore della storia. Le scenografie di Suzie Davies, cupe e materiche per Cime Tempestose, luminose e ordinate per la tenuta dei Linton, così come i costumi di Jacqueline Durran, che mescolano citazioni ottocentesche a incursioni contemporanee con l’uso di tessuti lucidi e plasticati, contribuiscono a creare un universo visivo che alcuni hanno definito “instgrammabile” o “cool”, lontano anni luce dalla ruvida e inquietante brughiera descritta dalla Brontë -5-6-10.
L’operazione method dressing di Margot Robbie e Jacob Elordi tra gotico e genderless
Se nel film la loro alchimia è il centro gravitazionale, fuori dallo schermo Margot Robbie e Jacob Elordi hanno portato avanti una raffinata strategia di method dressing che ha trasformato ogni tappa del press tour in un’estensione del racconto. Per la première di Los Angeles, la Robbie ha indossato un abito Schiaparelli Haute Couture dal corpetto in pizzo che sfumava in una scia nera e rossa, abbinato a un gioiello dal valore storico inestimabile: la collana Taj Mahal di Cartier, appartenuta a Elizabeth Taylor e regalatale da Richard Burton, una scelta volutamente intenzionale per richiamare le grandi e tormentate storie d’amore del passato -1-5-9. Accanto a lei, Elordi ha invece privilegiato un’estetica più minimalista ma ugualmente significativa app apparsa sui red carpet e nei photocall: per l’incontro stampa, ad esempio, ha sfoggiato una giacca Chanel della collezione primavera-estate 2026 disegnata da Matthieu Blazy, un capo femminile reinterpretato con naturalezza su di lui, abbinato a una semplice t-shirt nera e pantaloni bianchi, abbattendo di fatto i confini tra i generi e dimostrando, come sostengono alcuni osservatori, che forse una linea maschile dedicata per la maison non è poi così necessaria -4-5-8. Ogni apparizione, dai total look firmati Bottega Veneta agli accessori Cartier di cui entrambi sono ambasciatori, è stata curata nei minimi dettagli per rafforzare l’identità dei personaggi e per tenere alta l’attenzione su un’operazione che punta a riportare un classico della letteratura al centro della cultura pop, seppur attraverso una lente decisamente contemporanea e volutamente controversa -5-9.




