Le borse europee volano sull'ottimismo per l'Ucraina, ma la difesa affonda
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Redazione Economia
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Le principali borse europee, galvanizzate dalle notizie che filtrano dai colloqui di Washington sulla crisi ucraina, hanno registrato una performance particolarmente vivace, aggiornando in alcuni casi i propri massimi storici. L’indice pan-europeo Stoxx 600, infatti, ha toccato il suo record, mentre il Ftse Mib di Milano, in rialzo dello 0,83%, ha sfiorato i 43mila punti, livello che non raggiungeva ormai dal lontano maggio 2007. Una dinamica, questa, che appare in netto contrasto con la partenza più tentennante osservata oltreoceano, dove l’S&P 500 ha sostanzialmente tenuto la parità e il Nasdaq ha invece segnato un lieve calo.
A tradurre in numeri la fiducia degli investitori in un possibile, sebbene ancora tutto da costruire, processo di pace è stato il tracollo immediato e severo dei titoli legati al settore della difesa, i quali – com’è prevedibile – beneficiano invece della prolungata instabilità geopolitica. Il listino italiano ha offerto l’esempio più eclatante di questa tendenza: Leonardo, il colosso aerospaziale e della sicurezza, ha bruciato in un solo giorno il 9,50% del suo valore, una perdita che equivale a quasi tre miliardi di capitalizzazione evaporata. Non è andata meglio a Fincantieri, il gigante cantieristico, il cui titolo è stato tagliato di un decimo, con circa seicento milioni di valutazione che si sono dissolti.




