Furto con stile allo stadio del curling di Cortina: sparite due stone in piena gara paralimpica
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Redazione Sport
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La macchina organizzativa dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, giunta ormai alla fase cruciale della propria messa in opera con le gare già iniziate, si è dovuta confrontare con un episodio spiacevole e per certi versi singolare: qualcuno, approfittando del via vai che inevitabilmente caratterizza i momenti antecedenti la cerimonia d’apertura, prevista per venerdì 6 marzo all’Arena di Verona, ha sottratto due stone dallo Stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo. Le pietre, utilizzate nei primi incontri del torneo di doppio misto – disciplina che peraltro debutta in questa edizione dei Giochi – non sono semplici attrezzi sportivi, bensì manufatti di precisione dal valore stimato di circa ottocento euro ciascuna, anche se alcune fonti, considerando la provenienza e l’artigianalità, tendono a raddoppiare quella cifra. L’ammanco, scoperto prima delle fasi preliminari e prontamente denunciato al locale comando della Polizia di Stato, ha costretto la federazione mondiale di curling a una sostituzione lampo: rimpiazzare i due pezzi mancanti con delle riserve, identiche per specifiche tecniche al resto del lotto, onde evitare qualsiasi ripercussione sul regolare svolgimento della competizione.
Il granito blu dell’isola di Ailsa Craig, un tesoro geologico dal valore di 19 chili
Non si tratta, è bene chiarirlo subito, di comuni massi di cava. Ogni singola stone, con il suo peso prossimo ai diciannove chilogrammi e quella forma inconfondibile che ricorda una teiera, proviene da un luogo ben preciso e geograficamente circoscritto: l’isola di Ailsa Craig, un piccolo paradiso vulcanico disabitato al largo della costa occidentale scozzese, luogo di nidificazione per uccelli marini e, guarda caso, unica fonte al mondo di quel particolare granito che rende possibile il gioco del curling ad altissimi livelli. La roccia estratta laggiù, infatti, si presenta in due varietà che, combinate, offrono prestazioni irripetibili: il cosiddetto blue hone, uno strato di granito blu estremamente compatto e non poroso utilizzato per la fascia di scorrimento, e il common green, altrettanto resistente ma capace di assorbire gli urti senza frantumarsi quando due pietre si scontrano. La loro rarità, unita alla complessa lavorazione artigianale che trasforma il blocco grezzo nell’attrezzo finito, spiega non solo il prezzo, ma anche la ragione per cui i ladri, se speravano di rivenderle sul mercato, dovranno fare i conti con l’inconfondibile peculiarità di un oggetto che, una volta rubato, diventa immediatamente riconoscibile e di fatto inalienabile in ambito sportivo ufficiale.
La cronaca delle gare e l’ombra del furto sul ghiaccio azzurro
Mentre gli investigatori cercano di fare luce sulla dinamica del furto, analizzando probabilmente i filmati di sorveglianza e vagliando eventuali testimonianze, sul rettangolo di ghiaccio la musica è tutta un’altra. Gli azzurri Orietta Bertò e Paolo Ioriatti, dopo il brillante esordio che li aveva visti imporsi contro la Corea del Sud, hanno incassato una battuta d’arresto nel match contro l’Estonia, chiuso con un punteggio di 6-4 in favore dei baltici. Una partita, quella persa dagli italiani, che ha visto un passaggio a vuoto nella fase centrale, con gli estoni capaci di piazzare quattro punti tra il terzo e il settimo end portando il parziale sul 6-1, prima di un timido tentativo di recupero da parte di Bertò e Ioriatti. Un risultato che, al netto dell’episodio criminoso che nulla ha a che vedere con la dinamica sportiva, riaccende i riflettori su un torneo che, almeno per l’Italia, procede a corrente alternata. I riflettori, invece, restano puntati sull’indagine in corso, che dovrà chiarire se si sia trattato di un gesto inconsulto, di una sfida tra appassionati o di un tentativo di furto organizzato, magari da parte di qualcuno che non aveva fatto i conti con il peso specifico, fisico e mediatico, del proprio bottino.
La macchina organizzativa corre ai ripari tra le prime gare del doppio misto
L’episodio, per quanto spiacevole, ha messo in luce la resilienza del comitato organizzatore, capace di sopperire immediatamente alla mancanza senza ritardare neppure di un minuto il programma delle gare, un aspetto tutt’altro che secondario quando si ha a che fare con un evento seguito in tutto il mondo. D’altronde, il calendario delle Paralimpiadi, che hanno preso il via mercoledì 4 marzo proprio con queste gare di curling, non lascia spazio a intoppi logistici. E così, mentre i giocatori si concentrano sui loro lanci, cercando di far aderire la stone al tee (il centro del bersaglio), la Polizia di Stato gioca la sua partita parallela, alla ricerca di due sferoidi di granito che, per usare un eufemismo, non è che possano passare facilmente inosservati. A meno che, naturalmente, il colpo non sia stato messo a segno da qualcuno con un progetto ben preciso, magari legato al collezionismo privato o, più banalmente, alla volontà di creare un disagio mediatico proprio alla vigilia della cerimonia inaugurale. Quel che è certo, al momento, è che le stone mancano all’appello e che l’inchiesta è appena cominciata, destinata a sovrapporsi per qualche giorno alle cronache sportive di queste Paralimpiadi.




