Furto allo stadio del curling di Cortina, rubate due stones: indaga la polizia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Due stones del peso di circa venti chili ciascuna, le caratteristiche pietre in granito utilizzate per la pratica del curling e del wheelchair curling, sono state sottratte nei giorni scorsi dallo Stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, l’impianto che ospita alcune delle gare delle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. La scomparsa, scoperta alla vigilia del debutto della competizione paralimpica, è stata regolarmente denunciata al locale comando della Polizia di Stato, che ha ora avviato le indagini per risalire ai responsabili del gesto e fare piena luce sulla dinamica del colpo. A riportare per primo la notizia è stata l’agenzia di stampa austriaca Dpa, per poi trovare pronta conferma nelle stesse dichiarazioni delle autorità locali e degli organizzatori, sollevando un immediato polverone mediatico attorno a uno degli sport più seguiti e tradizionali dei Giochi invernali. Le pietre, che rappresentano l’attrezzo fondamentale per la disciplina, hanno un valore che si aggira attorno agli ottocento euro l’una, un costo legato non solo alla lavorazione artigianale ma anche alla provenienza del materiale grezzo, un granito specifico che tradizionalmente arriva dall’isola scozzese di Ailsa Craig.

La dinamica del furto e la pronta reazione delle istituzioni

Secondo le prime ricostruzioni, il furto sarebbe avvenuto in un momento particolarmente delicato, con le squadre già impegnate nelle sessioni di riscaldamento e nelle prime partite del torneo di doppio misto, specialità che proprio in questa edizione dei Giochi paralimpici fa il suo esordio assoluto. I ladri, la cui identità e le cui modalità d'azione rimangono ancora avvolte nel mistero, sono riusciti ad asportare due stones da un'area riservata dell'impianto, eludendo i controlli e facendo perdere le proprie tracce. Non appena appresa la notizia, il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto pubblicamente per esprimere la propria ferma condanna, definendo l'accaduto come un atto grave e offensivo, un gesto che colpisce non soltanto un patrimonio materiale ma lo stesso spirito di lealtà e inclusività che dovrebbe contraddistinguere l'evento paralimpico. La sua dichiarazione, carica di sdegno, ha voluto sottolineare come episodi del genere rappresentino una macchia inaccettabile nel percorso di avvicinamento a una manifestazione che vede il Veneto e il Bellunese protagonisti sotto i riflettori internazionali.

L'impatto sulla competizione e le misure adottate dagli organizzatori

Nonostante lo spiacevole episodio e il danno economico, quantificabile in circa milleseicento euro per i due attrezzi sportivi, gli organizzatori hanno tenuto a rassicurare atleti e pubblico sull'assenza di qualsiasi ripercussione sul calendario delle gare o sul regolare svolgimento del torneo paralimpico. La Federazione internazionale, la World Curling, dispone infatti di set di riserva e stones supplementari, pronti a essere utilizzati in casi simili per garantire la continuità delle competizioni senza alterare le specifiche tecniche richieste. I responsabili hanno così potuto sostituire immediatamente le pietre rubate con altre del medesimo lotto, allestite secondo gli stessi standard di peso e bilanciamento per non creare disparità o disagi alle formazioni in gara. Qualcuno, tra i tecnici e gli addetti ai lavori presenti nello stadio, ha sottolineato come le stones sostitutive siano state integrate senza particolari difficoltà, tanto che gli stessi giocatori, interpellati in merito, hanno ammesso di non aver notato differenze sostanziali durante i lanci, segno che la macchina organizzativa ha saputo rispondere con prontezza a un imprevisto certamente non semplice da gestire a ridosso dell'inizio dei Giochi.

L'attenzione delle forze dell'ordine e i precedenti recenti

La notizia del furto, che ha subito fatto il giro del mondo, ha acceso i riflettori sulla sicurezza degli impianti olimpici e paralimpici in un territorio, quello di Cortina, abituato ad accogliere grandi eventi ma ora chiamato a un salto di qualità in termini di vigilanza e prevenzione. Le forze dell'ordine, che stanno lavorando senza sosta per esaminare le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza interni ed esterni al palazzetto, non escludono alcuna pista, dal gesto di alcuni malintenzionati comuni fino a una possibile bravata di scarsa rilevanza penale ma di enorme impatto mediatico. La zona, già oggetto di attenzione per altri episodi di microcriminalità registrati nei mesi scorsi, tra cui furti ai danni di alcune delegazioni straniere in fase di preparazione, si trova ora a dover fare i conti con un episodio che, al di là del valore venale della refurtiva, rischia di gettare un'ombra sull'immagine dell'intera organizzazione a poche ore dalla cerimonia d'apertura ufficiale prevista a Verona, dove tutta l'attenzione dovrebbe essere concentrata sugli atleti e sui valori dello sport.

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