Trani accoglie il nuovo anno tra la fiaccola olimpica e le note di Battisti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Il primo giorno del 2026 a Trani si è aperto all'insegna di una doppia celebrazione, sospesa tra il futuro dei Giochi Olimpici e la memoria di un mito della musica italiana. La città, infatti, ha vissuto una notte di Capodanno atipica, che ha visto alternarsi sul palco di piazza Quercia, lambito dal vento di tramontana e affacciato sul mare, il concerto di Edoardo Bennato e l'atteso omaggio a Lucio Battisti curato da Giulio Rapetti, in arte Mogol. La serata, che ha richiamato una folla numerosa e trasversale, è stata solo il preludio a un evento ancor più simbolico, fissato per le luci del pomeriggio.
La fiaccola corre sul lungomare
Mentre le note della vigilia andavano spegnendosi, l’attenzione è rapidamente migrata verso l’arrivo della Fiaccola dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, il cui passaggio ha trasformato la normale giornata di gennaio in un frammento di storia contemporanea. Il percorso del fuoco sacro, acceso ad Olimpia, ha toccato i luoghi più iconici del centro, dallo storico porto fino alla maestosa Cattedrale romanica che si specchia sull’acqua, disegnando un itinerario che univa lo spirito sportivo al patrimonio identitario del territorio.
Un omaggio alla musica senza tempo
Proprio nel tardo pomeriggio del primo gennaio, alle 18.30, si è inserito l’altro tassello fondamentale della giornata: il concerto-tributo a Lucio Battisti, interpretato da Carroccia Mogol. L’evento, fortemente voluto per chiudere le festività, ha riproposto i capolavori nati dall’indissolubile sodalizio artistico tra il cantautore reatino e il paroliere, la cui poesia ha segnato in modo indelebile la cultura musicale nazionale. I brani, che continuano a risuonare con straordinaria modernità nonostante la scomparsa di Battisti, alla fine del secolo scorso, hanno trovato nuova voce davanti a un pubblico che ne ha cantato i versi, riconoscendone l’eterna attualità.
Luce che unisce sport e cultura
Il passaggio della Fiamma Olimpica, dunque, non è rimasto un mero fatto cerimoniale, ma si è intrecciato organicamente con il programma culturale della città, creando una continuità ideale tra la celebrazione di un appuntamento sportivo globale e la valorizzazione di un repertorio musicale che appartiene all’immaginario collettivo. L’intera organizzazione ha dimostrato come un evento di portata internazionale possa dialogare con le tradizioni locali, generando un’offerta articolata che ha saputo coinvolgere una platea vasta ed eterogenea, senza soluzione di continuità tra la notte di San Silvestro e il giorno seguente.




