Sabatini striglia Amorim: "Formazione sbagliata, Moreira non può restare fuori"
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Redazione Sport
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Sandro Sabatini non le manda a dire. Il giornalista sportivo, intervenuto sul proprio canale YouTube, ha analizzato senza filtri le scelte di formazione di Ruben Amorim nelle prime giornate di campionato, indicando con precisione dove il tecnico portoghese del Milan sta sbagliando. Il punto di partenza è la prestazione offerta all'Olimpico contro la Lazio, una partita divisa nettamente in due parti e chiusa in rimonta grazie soprattutto all'impatto dei subentrati.
Estupinan e Loftus-Cheek: i due errori iniziali
Secondo Sabatini, Amorim è partito con la formazione sbagliata sia alla prima di campionato contro il Torino sia nell'ultima uscita contro la Lazio. Le critiche si concentrano su due interpreti in particolare. Il primo è Estupinan, schierato titolare sulla corsia mancina, una posizione in cui — sostiene il giornalista — Bartesaghi si era già dimostrato nettamente superiore nella scorsa stagione. Il secondo è Loftus-Cheek, avanzato sulla trequarti alle spalle della punta.
«Per fare il ruolo di suggeritore e di appoggio alla prima punta, tra Pulisic e Loftus-Cheek non c'è paragone», ha argomentato Sabatini, sottolineando come nel secondo tempo l'ingresso dell'americano abbia cambiato volto alla manovra rossonera.
La questione Modric e il centrocampo a due
Un discorso a parte merita Luka Modric. Il croato, travolto dalla furia del centrocampo laziale e dal pressing asfissiante della squadra di Gattuso, è stato sostituito all'intervallo dopo una prestazione in netta difficoltà. Sabatini ha osservato come nel secondo tempo il Milan, privo delle geometrie e della classe del Pallone d'Oro 2018, abbia tratto beneficio dal lavoro di corsa e di sostanza di Musah. La questione, tuttavia, non riguarda soltanto l'età del giocatore.
Il nuovo sistema di Amorim, con un centrocampo a quattro che impone coperture orizzontali e verticali molto più ampie rispetto al passato, sembra mettere in difficoltà le caratteristiche di Modric, abituato a gestire i tempi di gioco con maggiore protezione alle spalle.
Il caso Moreira e il consiglio a Coverciano
Il giudizio più netto, però, Sabatini lo riserva a Diego Moreira. Il giovane esterno, entrato nella ripresa al posto di Leao, ha firmato una doppietta decisiva per la rimonta rossonera, cambiando completamente l'inerzia della partita. «Moreira non può non giocare», ha sentenziato il giornalista, facendo pubblicamente mea culpa per averlo giudicato con sufficienza in passato. È qui che arriva il passaggio più provocatorio: «Spero che Amorim non si offenda, ma se a Coverciano ti presenti e dici che tra Loftus-Cheek e Pulisic fai giocare il primo dietro la punta, ti dicono che non passi l'esame.
Saresti l'unico allenatore a non passarlo». Nel mirino del giornalista finisce anche la gestione della comunicazione da parte del tecnico portoghese, invitato a imparare l'italiano anziché continuare a esprimersi in inglese o portoghese nelle conferenze stampa.
Gerarchie tutte da riscrivere
Le parole di Sabatini fotografano un Milan ancora in cerca di un equilibrio, nonostante gli innesti estivi che avrebbero dovuto colmare le lacune più evidenti della rosa. Se da un lato l'arrivo di giocatori come Goncalo Ramos e Gila ha aggiunto peso specifico nei reparti, dall'altro le scelte iniziali di Amorim continuano a lasciare perplessi.
La sensazione è che il tecnico portoghese debba ancora sciogliere i nodi su alcune gerarchie interne, a partire dalla gestione di Leao e dalla collocazione di Pulisic, senza dimenticare il difficile inserimento di Modric in un sistema di gioco che sembra richiedere caratteristiche diverse da quelle del croato. La prestazione dell'Olimpico, con la rimonta firmata dai subentrati, rappresenta al tempo stesso una indicazione e un avvertimento per il prosieguo della stagione.
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