Mondiali 2026, Bellingham-Tuchel è scontro: il ct striglia i suoi, il 10 risponde

Mondiali 2026, Bellingham-Tuchel è scontro: il ct striglia i suoi, il 10 risponde
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le semifinali dei Mondiali 2026 sono un affare esclusivo per l'élite del calcio mondiale: Francia, Spagna, Inghilterra e Argentina, le prime quattro nazionali del ranking Fifa, si giocheranno il titolo in un quadro che per la prima volta nella storia rispetta in maniera così fedele i pronostici della vigilia.

Eppure, proprio mentre l'attenzione è tutta concentrata sui due big match in programma, la tensione sta montando in modo significativo all'interno del campo inglese, come dimostra l'acceso botta e risposta tra il ct Thomas Tuchel e il suo fuoriclasse Jude Bellingham al termine del sofferto quarto di finale vinto contro la Norvegia.

La critica di Tuchel e la replica diretta di Bellingham

Nonostante la qualificazione ottenuta con un doppio vantaggio firmato proprio da Bellingham, Tuchel ha letteralmente stroncato la prestazione dei suoi ragazzi nel corso dell'intervista post-partita rilasciata a ITV, parlando di una squadra "fortunata" e colpevole di essersi complicata la vita con un gioco "sciatto, impreciso e colmo di errori tecnici".

L'allenatore tedesco ha sottolineato come la vittoria sia stata frutto esclusivamente della "mentalità" e non certo della qualità espressa in campo, lamentando una mancanza di velocità e di coordinazione che potrebbe rivelarsi fatale in semifinale.

Quando il reporter Gabriel Clarke ha riferito al numero 10 del Real Madrid le parole piuttosto dure del suo allenatore, la risposta di Bellingham è stata secca e carica di disappunto: "Sì, vabbè" ha esordito il calciatore, visibilmente infastidito, per poi sottolineare come forse Tuchel non sappia cosa significhi giocare in quelle condizioni contro una squadra che schiera giocatori del calibro di Haaland, Odegaard e Sorloth, aggiungendo che il suo pensiero e la sua gratitudine vanno tutti ai compagni che "hanno fatto un lavoro sporco" in campo.

La rivalità Inghilterra-Argentina si infiamma già sugli spalti

Se la tensione è palpabile nello spogliatoio dei Tre Leoni, quella sugli spalti promette di essere ancora più incandescente in vista della semifinale contro l'Argentina, in programma mercoledì sera.

La sfida, che rappresenta una delle rivalità intercontinentali più accese della storia del calcio, ha già vissuto un anticipo di guerriglia nella notte dei quarti di finale, quando fuori da un locale di Miami e persino sugli spalti dello stadio durante la partita contro la Norvegia, le due tifoserie sono venute a contatto, scatenando una rissa con tanto di pugni e lancio di oggetti.

Alcuni filmati diffusi sui social mostrano gruppi di tifosi argentini sfoggiare la celeste e bianca mentre si scontravano violentemente con i supporter britannici, costringendo le forze di sicurezza statunitensi a intervenire per riportare la calma e allontanare diversi facinorosi. La storica rivalità, acuita dalle polemiche politiche post-Malvinas e dai precedenti calcistici come il celebre "Gol del Secolo" di Maradona nel 1986, fa presagire un clima di altissima tensione per la partita che assegnerà un posto in finale.

La novità Mora e l'esonero di Thiaw

Nel frattempo, a regalare un aneddoto curioso in mezzo a tanta tensione ci ha pensato il giovanissimo Gilberto Mora, il classe 2008 del Messico che ha esordito in questa edizione del Mondiale. Il talento azteco, presente sugli spalti di Miami per assistere al quarto di finale, è stato infatti ripreso mentre si lasciava coinvolgere dall'atmosfera scandinava, eseguendo in mezzo ai tifosi norvegesi il celebre "Viking Row" (il remo vichingo), il caratteristico movimento sincronizzato che è diventato il simbolo del tifo della Nazionale rossa.

Il gesto, unironicamente, è nato come supporto a Erling Haaland, suo compagno di agenzia (entrambi sono assistiti da Rafaela Pimenta), ed è stato un modo per godersi lo spettacolo prima che la sua attenzione, come quella di tutti, si sposti sulle semifinali. Chi invece i Mondiali li ha già salutati con un esonero è il ct del Senegal Pape Thiaw, sollevato dall'incarico dopo l'eliminazione ai sedicesimi di finale per mano del Belgio.

La Federcalcio senegalese ha ufficializzato la decisione al termine di una riunione del Comitato Esecutivo, avviando la procedura di risoluzione del contratto per il tecnico e tutto il suo staff, a causa di un percorso nella competizione giudicato insufficiente.

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