Torino, D’Aversa striglia i suoi: “Poco puliti” ma i 40 punti valgono la salvezza
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Redazione Sport
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La sostanza, a volte, è davvero l’unica cosa che conta, eppure per Roberto D’Aversa – tecnico del Torino reduce dallo 0-0 sul campo della Cremonese – l’amaro in bocca resta, nonostante il traguardo della salvezza sia stato matematicamente raggiunto con largo anticipo. Al “Giovanni Zini” i granata hanno costruito il muro che li ha resi celebri nell’ultimo mese, resistendo agli assalti di una formazione lombarda assetata di punti pesanti in chiave salvezza, ma è proprio l’interpretazione della gara – un lunch match della trentatreesima giornata di Serie A 2025/2026 – a lasciare più di un dubbio all’allenatore. “Il piano gara era diverso – ha spiegato D’Aversa ai microfoni di Dazn al termine della contesa – ma dobbiamo ragionare sugli aspetti positivi, visto che abbiamo disputato una buona gara fuori casa. Salvo l’atteggiamento: i ragazzi hanno dimostrato di non voler perdere la partita”. Un punto, quello conquistato allo Zini, che porta il Torino a quota 40 in classifica, una cifra che, nel lessico della serie A, rappresenta lo storico “bonus” della salvezza: un obiettivo tutt’altro che scontato nei mesi precedenti, vista la rincorsa intrapresa dal club piemontese.
L’episodio clou e le scelte di formazione
Se il risultato è rimasto inchiodato sullo 0-0, lo si deve anche a un episodio chiave che ha infiammato gli animi nel secondo tempo, quando Federico Baschirotto ha creduto di aver sbloccato la partita. Sugli sviluppi di un calcio d’angione, il difensore della Cremonese ha anticipato l’estremo difensore granata Paleari, insaccando la palla in rete, ma la gioia dei padroni di casa è durata lo spazio di un attimo: il Var Federico La Penna ha richiamato l’arbitro Michael Fabbri al monitor per una revisione. La decisione – netta e senza appello – è stata quella di annullare la marcatura, ravvisando un fallo dell’attaccante sul portiere, il quale era in procinto di trattenere il pallone. Un verdetto, questo, che l’allenatore granata ha commentato con sicurezza: “Zero dubbi sul gol annullato – ha tagliato corto D’Aversa in conferenza stampa – per quanto riguarda l’altra incomprensione, quella sulla fascia di capitano tra Gineitis e Vlasic, è stato solo un momento di confusione”. La Cremonese, dal canto suo, ha provato a protestare invano, continuando a spingere con il neo-entrato Okereke e sfiorando il vantaggio in diverse circostanze, ma il muro eretto da Paleari e dai suoi difensori – seppur con qualche sbavatura – ha retto fino al triplice fischio.
I rimpianti lombardi e l’analisi tecnica
Dall’altra parte della barricata, l’analisi è inevitabilmente più amara. La squadra guidata da Marco Giampaolo – che lotta per allontanarsi dalle posizioni calde della classifica – ha letteralmente fatto di tutto per portare a casa l’intera posta in palio, trovandosi però di fronte una delle difese più organizzate del campionato e, soprattutto, un pizzico di sfortuna negli ultimi metri. Le occasioni non sono mancate, a partire da un violento tiro a giro di Bonazzoli che ha costretto Paleari a una parata provvidenziale, fino ai cross velenosi di Floriani Mussolini che sembravano pronti per essere finalizzati. Il Torino, invece, ha sofferto particolarmente nella costruzione della manovra offensiva; D’Aversa ha rilevato come la squadra sia apparsa “poco pulita tecnicamente”, sottolineando una certa sterilità nel reparto avanzato. “C’è stato qualche giocatore sotto tono – ha ammesso il tecnico – probabilmente per meriti della Cremonese ma anche a causa del gran caldo nel secondo tempo. Non possiamo però nasconderci: parto dagli aspetti positivi, come il punto guadagnato nonostante molti credessero che il Torino non avesse più nulla da chiedere alla classifica”. Una precisazione, quella di D’Aversa, che suona quasi come una lezione ai distratti: la salvezza matematica, con 40 punti in cassaforte, è un traguardo che va onorato.
Numeri e atteggiamento da big
A guardare la graduatoria, i 40 punti rappresentano un solco importante rispetto alla zona calda, un risultato che premia la solidità del progetto affidato a D’Aversa nonostante le difficoltà incontrate nel corso della stagione. L’allenatore, nel suo intervento post-partita, ha voluto elogiare soprattutto l’aspetto caratteriale dei suoi ragazzi, un elemento che ha fatto la differenza in una gara sporca e nervosa come quella di Cremona. Nonostante qualche momento di tensione – testimoniato dalle ammonizioni rimediate da Coco, Njie ed Ebosse – la squadra non si è mai disunita, mantenendo la concentrazione anche quando la Cremonese provava a forzare il gioco con inserimenti continui. La partita, insomma, non regala le emozioni di un big match spettacolare, ma offre lo spaccato di una maturità ritrovata per i granata: quella capacità di “sporcare” la partita quando necessario, un’arte che D’Aversa sta trasmettendo al suo gruppo. Il pareggio a reti bianche, se da un lato ferma la corsa verso i tre punti consecutivi che mancano dai tempi di Walter Mazzarri, dall’altro certifica l’evoluzione di un Torino che, forse non brillante, è però diventato pragmatico. La Cremonese, invece, dovrà recriminare per le occasioni sprecate, consapevole che partite come questa, con il cuore in gola, potrebbero fare la differenza nel rush finale per la salvezza.




