Sgombero di Askatasuna a Torino, Zangrillo striglia il sindaco Lo Russo: "Te l'avevamo detto"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le operazioni di polizia che all'alba hanno interessato il centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita, occupato dal 1996, hanno portato allo sgombero dello stabile e al suo sequestro. L'azione, condotta dalla Digos di Torino con il supporto dei reparti operativi di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, si inserisce nell'ambito delle indagini relative agli assalti verificatisi, nel corso di manifestazioni pro-Palestina nelle scorse settimane e mesi, verso la sede del quotidiano La Stampa, le Officine grandi riparazioni e gli uffici di Leonardo. Le forze dell'ordine, le quali hanno setacciato anche alcune abitazioni di militanti e membri di collettivi studenteschi, hanno trovato all'interno dell'edificio sei attivisti.

La reazione del governo e la posizione del sindaco

A commentare immediatamente gli sviluppi dell'inchiesta è stato il ministro della Pubblica Amministrazione, il quale, rivolgendosi al primo cittadino di Torino, ha dichiarato: "Caro sindaco, te l’avevo detto, te l’avevamo detto". Secondo l'esponente del governo, che ha sottolineato come vi sia "la volontà di fermare le lotte per la Palestina", quanto emerso durante le perquisizioni confermerebbe le violazioni di quel "già assurdo patto di collaborazione" siglato in precedenza tra il Comune e il centro sociale. "Non devono esistere zone franche", ha aggiunto, evidenziando la linea di intransigenza dell'esecutivo, ora guidato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, rispetto a simili situazioni.

La mobilitazione degli attivisti e il clima cittadino

Gli attivisti del centro, il cui nome in basco significa "libertà", hanno risposto annunciando attraverso i social network un presidio permanente davanti allo stabile e una manifestazione di solidarietà in programma per le ore 18, con partenza proprio da corso Margherita. La reazione segue di poche ore l'operazione che ha cambiato lo status quo di un luogo simbolo della controcultura torinese, mentre il sindacato di Polizia ha fatto sapere di essere "pronti allo sgombero", una dichiarazione che fotografa la tensione del momento. Le indagini procedono per accertare responsabilità e dinamiche precise degli episodi di violenza oggetto delle verifiche.

Il contesto giudiziario e le implicazioni

Le perquisizioni e il conseguente sequestro della sede rappresentano uno sviluppo giudiziario di rilievo, che porta all'attenzione pubblica il metodo d'indagine scelto dalle autorità. Concentrandosi sui fatti accertati, l'azione delle forze dell'ordine ha concretizzato le preoccupazioni espresse a più riprese dal governo riguardo alla gestione di spazi occupati, in particolare quando vengono collegati, come in questo caso, ad attività investigabili. La vicenda, che rimette al centro il tema dei rapporti tra istituzioni e centri sociali, si svolge senza che vengano forniti, al momento, ulteriori dettagli operativi sulle prove raccolte.

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