Furto Antinori, rubate 30mila bottiglie di vino per 5 milioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un furto Antinori da 30mila bottiglie di vino pregiato ha colpito il centro logistico della storica azienda toscana a Cortona, in provincia di Arezzo. Il valore del bottino è stato stimato in circa 5 milioni di euro e tra le etichette sottratte figurano alcuni dei marchi più conosciuti della casa vinicola, tra cui Tignanello, Solaia e Guado al Tasso. L’episodio è avvenuto nella notte tra sabato e domenica e ha portato all’apertura di un’indagine per ricostruire modalità e responsabilità del colpo.

Un colpo organizzato nei magazzini di Cortona

La dinamica del furto indica un’azione preparata con attenzione. I ladri hanno disattivato i sistemi di sicurezza della struttura e sono entrati nell’area dove erano conservate le bottiglie già predisposte per la distribuzione. Per movimentare il carico sarebbero stati utilizzati anche i mezzi interni dell’azienda, con il trasferimento della merce su due camion. Gli investigatori stanno analizzando gli elementi raccolti nella struttura e le immagini disponibili per ricostruire ogni fase dell’operazione.

Il presidente di Marchesi Antinori, Piero Antinori, ha spiegato di essere fiducioso nel lavoro delle forze dell’ordine e ha sottolineato che chi ha agito conosceva probabilmente il valore dei prodotti presenti nel deposito. La scelta delle bottiglie sottratte ha infatti riguardato alcune delle produzioni più ricercate dell’azienda, considerate vere icone del vino italiano di alta gamma.

I vini coinvolti e il rischio del mercato parallelo

Tra le bottiglie portate via ci sono esemplari di Solaia, Tignanello e Guado al Tasso, vini destinati a una clientela internazionale e caratterizzati da un forte valore commerciale. La concentrazione di etichette prestigiose nello stesso luogo avrebbe reso possibile il trasferimento di un quantitativo molto elevato in tempi ridotti, secondo la ricostruzione legata alle indagini.

Marchesi Antinori ha invitato i clienti a prestare attenzione a eventuali offerte fuori dai normali canali di vendita, per evitare l’acquisto di bottiglie provenienti dal furto. La società, attiva nel settore vinicolo da secoli, ha una presenza internazionale e distribuisce i propri prodotti in numerosi mercati esteri.

Il precedente e il valore dei grandi vini italiani

Il caso viene considerato uno dei più rilevanti mai registrati in Italia nel settore del vino per quantità e valore economico coinvolto. Negli ultimi anni i furti di bottiglie pregiate hanno attirato maggiore attenzione perché le grandi etichette sono diventate beni ricercati anche al di fuori del tradizionale mercato enologico, con dinamiche simili a quelle che riguardano altri prodotti di lusso.

La vicenda riguarda una realtà con una lunga storia familiare: Marchesi Antinori è stata fondata nel 1385 ed è una delle aziende vinicole italiane più conosciute nel mondo. Il gruppo ha legato il proprio nome soprattutto ai cosiddetti Supertuscan, vini che hanno contribuito a trasformare la percezione internazionale della produzione toscana di qualità.

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