Dichiarazione dei redditi, attenzione agli errori che scatenano i controlli
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Compilare la dichiarazione dei redditi senza commettere passi falsi è fondamentale per evitare verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate, che potrebbero rivelarsi costose. Ogni anno, infatti, migliaia di contribuenti incappano in inesattezze – talvolta banali, altre volte più gravi – che finiscono per attirare l’attenzione degli uffici fiscali. Tra le sviste più frequenti, quelle legate alla dichiarazione dei redditi riguardano soprattutto la mancata corrispondenza tra quanto indicato nel modello e i dati in possesso del fisco, che ormai incrocia automaticamente le informazioni grazie a sistemi sempre più sofisticati.
Come sottolineato da Giuseppe Piccirillo, rappresentante dell’Ugdcec, «le novità introdotte quest’anno richiedono particolare attenzione, soprattutto per quanto concerne le agevolazioni fiscali». Tra queste, spiccano le detrazioni pluriennali per gli interventi edilizi, i crediti d’imposta e le erogazioni liberali, che – se non correttamente inserite – possono generare discrepanze. Non solo: anche la scelta sbagliata del modello, tra 730 e Redditi PF, può complicare il rapporto con il fisco, specie per chi deve integrare dati già inviati.
La doppia scadenza del 30 giugno e del 21 luglio aggiunge un ulteriore livello di complessità. Entro fine mese, chi opta per la versione cartacea – una minoranza, ormai ridotta principalmente agli eredi di soggetti deceduti – deve consegnare la dichiarazione, mentre per gli altri il termine si sposta a luglio, con il pagamento del saldo 2024 e del primo acconto 2025. Ritardi o errori in questa fase possono tradursi in sanzioni, anche pesanti, soprattutto se i controlli rivelano incongruenze tra quanto dichiarato e la situazione reale.
Un altro aspetto critico riguarda gli oneri deducibili e detraibili, spesso fonte di confusione. Omessi o sovrastimati, questi importi possono innescare verifiche mirate, con richieste di documentazione aggiuntiva che rallentano l’iter. Lo stesso vale per le ritenute, specialmente per chi ha redditi da lavoro autonomo o da collaborazioni occasionali: un calcolo errato, anche involontario, rischia di trasformarsi in un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate.




