La Jonica sotto la furia di Harry, governo e Regione al lavoro per la ripartenza
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La costa ionica, piegata dalla violenza del ciclone Harry, presenta un quadro di danni ingenti, come ha potuto constatare personalmente il presidente della Regione Renato Schifani durante una visita ai luoghi più colpiti. Dopo aver percorso la zona disastrata, Schifani si è recato in Prefettura a Messina per un confronto operativo con il responsabile della Protezione civile Salvo Cocina e la prefetta Cosima Di Stani. "Sono rimasto colpito dall’entità dei danni", ha dichiarato il Governatore, sottolineando come l’obiettivo prioritario sia ora quello di "fare rinascere il turismo in questi territori", una risorsa vitale per l’economia locale che non può essere sacrificata.
L'impegno del governo e le prime linee d'azione
La macchina dei soccorsi e della ricostruzione, del resto, è già in moto a più livelli, come confermato dalle parole del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. In una recente dichiarazione, Musumeci ha riferito di un collegamento urgente presieduto dal presidente del Consiglio, al quale hanno partecipato i vertici del Dipartimento e i presidenti delle tre regioni – Sicilia, Calabria e Sardegna – maggiormente provate dall’ondata di maltempo. Un summit tecnico e politico, quello voluto dall’esecutivo, che si inserisce in una strategia di immediata risposta alla calamità. "Si comincia con le opere relative alle attività turistico commerciali, perché l'estate è dietro l'angolo, e con gli interventi per il ripristino della viabilità e delle ferrovie", ha specificato il ministro, tracciando così le direttrici concrete su cui convergeranno le prime risorse stanziate dal governo.
Lo scenario di devastazione lungo la costa
A rendere evidente l’urgenza di tali interventi sono le immagini della devastazione che hanno fatto il gippo dei media, come quelle provenienti da Letojanni, dove una violenta mareggiata ha trasformato il lungomare in un fronte di battaglia contro gli elementi. Il mare in tempesta, sollevato dai venti del ciclone, ha infatti scaricato la sua forza contro il litorale, con onde altissime che hanno superato gli argini frangiflutti per riversarsi sulla strada e minacciare le abitazioni più esposte. Il moto ondoso, in costante e minaccioso aumento, ha reso impraticabile l’accesso alla costa, mentre la potenza dell’acqua causava infiltrazioni e allagamenti, aggiungendo ulteriori criticità a un quadro già drammatico.
La scommessa sui tempi e la sfida della stagione
È in questo scenario, tra macerie e ferite aperte nel paesaggio, che si gioca quella che lo stesso Schifani non ha esitato a definire una "scommessa sui tempi per la ricostruzione". Una scommessa dalla posta altissima, che vede coinvolti in una corsa contro l’orologio enti locali e governo centrale, i quali devono necessariamente coordinare gli sforzi per restituire vivibilità e sicurezza ai cittadini, ma anche per recuperare una stagione turistica che, senza interventi rapidi e mirati, rischierebbe di essere irrimediabilmente compromessa. Le priorità sono chiare e vanno dallo sblocco delle vie di comunicazione al sostegno immediato degli esercizi commerciali e ricettivi, settore trainante di un’intera economia territoriale oggi in ginocchio.




