Laporta cerca la pace con la Uefa, mentre Ceferin chiude a qualsiasi Superlega

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In un momento di ridefinizione degli assetti del calcio continentale, il presidente del Barcellona, Joan Laporta, ha manifestato, attraverso le onde di una trasmissione sportiva spagnola, la volontà di appianare le divergenze con la Uefa, affermando di voler "riavvicinare" il club blaugrana all'organismo che governa il calcio europeo. Questa apertura, che segna un tentativo di distensione dopo le aspre polemiche degli scorsi anni, giunge in un frangente delicato, mentre il dibattito sui tornei elitari è tutt'altro che sopito.

Le dichiarazioni di Ceferin a Roma

Proprio mentre Laporta parlava di riavvicinamento, a Roma, in occasione della trentaduesima assemblea generale della European Football Clubs, il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, ha tenuto un discorso che, se da un lato celebrava la resilienza di uno sport capace di superare "guerre e stravolgimenti economici", dall'altro lanciava un monito perentorio contro ogni deriva secessionista. Ceferin, il cui intervento è stato ampiamente ripreso dalla stampa nazionale, ha infatti voluto ribadire con forza la posizione dell'organismo da lui guidato, chiudendo categoricamente la porta a qualsiasi ipotesi di competizione riservata a un ristretto gruppo di club.

Il rifiuto di una "Super Champions"

Il numero uno della Uefa si è spinto oltre, specificando senza mezzi termini che non verrà mai organizzato un torneo per sole dodici squadre, un chiaro riferimento ai piani originari della Superlega. Ha quindi escluso, in maniera netta, ogni possibile collaborazione con A22, la società promotrice del progetto che aveva tentato di scardinare il sistema calcistico europeo. "Noi non organizzeremo mai una competizione per 12 club", ha dichiarato Ceferin, le cui parole suonano come una risposta indiretta ma inequivocabile anche alle recenti aperture del Barcellona.

Il modello inclusivo contro l'elitarismo

Questa ferma presa di posizione si fonda sulla filosofia di un calcio "inclusivo", che Ceferin ha opposto ai tentativi esterni di riformare lo sport secondo logiche puramente elitiste. La riforma della Champions League, attuata nella scorsa stagione proprio per contrastare la minaccia della Superlega, rappresenta ormai la linea definitiva, un baluardo oltre il quale la Uefa non intende andare. L'idea di un "impero senza fine", evocata dallo stesso presidente, sembra dunque voler suggellare un modello che, nonostante le pressioni, resiste e si consolida.

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