Giro d’Italia 2025, quinta tappa: da Ceglie Messapica a Matera, un finale aperto
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Redazione Sport
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La corsa rosa entra nel vivo con una frazione che, pur non presentando difficoltà altimetriche rilevanti, potrebbe riservare colpi di scena nell’ultimo atto. I 151 chilometri che separano Ceglie Messapica da Matera, dopo aver attraversato l’altopiano delle Murge e la provincia di Taranto, si concluderanno tra le strade sinuose della città dei Sassi, dove la resistenza e l’abilità nel gestire gli sforzi potrebbero fare la differenza.
Sebbene il tracciato sia prevalentemente pianeggiante, con un unico Gran Premio della Montagna di modesta entità, il finale nervoso e tecnico – che nel 2020 premiò Arnaud Démare in uno sprint ristretto – lascia spazio a più interpretazioni. Non è escluso che una fuga ben organizzata possa tenere testa ai gruppi degli sprinter, costretti a un lavoro certosino per controllare la gara.
Il primo traguardo volante, situato a Massafra dopo un iniziale tratto in discesa, offrirà punti preziosi per la classifica a punti, mentre il progressivo avvicinamento alla Basilicata aggiungerà asperità al percorso. Matera, con il suo lastricato irregolare e le curve serrate, potrebbe diventare il teatro di una selezione imprevista, trasformando quella che sembrava una tappa per velocisti in un terreno di caccia per uomini di classica.
La direzione di gara ha scelto un tracciato che, pur non stravolgendo le gerarchie generali, obbligherà i team a una gestione attenta, soprattutto nell’ultimo quarto. Chi punta allo sprint dovrà fare i conti con possibili attacchi sui falsopiani, mentre i corridori più esperti potrebbero approfittare del terreno mosso per tentare l’anticipo.




