La sfida della ricarica flash in Cina: Geely brucia BYD sul filo dei secondi
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Redazione Economia
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Quando si parla di mobilità elettrica, il parametro che ha iniziato a scaldare gli animi degli appassionati – e dei diretti competitor – non è più soltanto lo scatto da 0 a 100 km/h. Esiste una nuova “battaglia da bar” che si combatte in Cina, e questa si misura con un cronometro puntato sulla colonnina di ricarica. Da quando BYD ha stupito il mercato con il suo sistema “Flash Charging” da oltre un megawatt, capace di recuperare 400 km di autonomia in cinque minuti, il rivale Geely ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella. E lo ha fatto nel modo più diretto possibile: riducendo i tempi di attesa di qualche secondo prezioso, avvicinando pericolosamente il rifornimento di elettroni alla velocità di quello tradizionale a benzina.
Geely e la batteria “Golden Brick”: una ricarica da 1,1 megawatt
Il gruppo di Hangzhou, attraverso il suo marchio Lynk & Co, ha presentato i dati ufficiali relativi all’aggiornamento della berlina elettrica Lynk & Co 10+. Quello che colpisce non è solo la potenza di picco raggiunta.100 kW – ma la capacità del sistema di mantenere una curva di ricarica estremamente piatta. In uno dei test più significativi, resi pubblici da testate specializzate come CarNewsChina, il veicolo ha completato il passaggio dal 10 al 70% di batteria in 4 minuti e 22 secondi. Per raggiungere il 97% della capacità, considerata una soglia pratica di “pieno” per l’elettrico, sono bastati meno di 9 minuti (8 minuti e 42 secondi per la precisione). Questa performance è stata ottenuta grazie alla nuova architettura a 900 Volt e alle celle “Energee Golden Brick”, che integrano avanzati sistemi di gestione termica a liquido per dissipare il calore generato da correnti così elevate.
Il confronto diretto con BYD: una sfida al decimo di secondo
La risposta di BYD non si è fatta attendere, anche se in questo round è stata Geely a firmare il giro più veloce. Il colosso di Shenzhen, con le sue rinomate batterie “Blade” di seconda generazione, aveva fissato il riferimento per la ricarica ultraveloce: 5 minuti per passare dal 10 al 70% e 9 minuti per avvicinarsi al 97%. Geely ha quindi limato via circa 38 secondi sulla prima frazione e 18 secondi sulla ricarica quasi completa. Sebbene a guardare i numeri la differenza possa sembrare trascurabile – parliamo di secondi – in un contesto di mercato dove l’ansia da ricarica è ancora un freno psicologico per molti automobilisti, stabilire un nuovo record mondiale di velocità rappresenta un’arma di marketing potentissima. Non è più solo una questione di efficienza, ma di supremazia tecnologica pura.
Il nodo infrastrutturale: colonnine V4 contro rete capillare
Tuttavia, esiste un rovescio della medaglia che riguarda la disponibilità reale di queste infrastrutture, un aspetto che spesso sfugge nei comunicati stampa trionfali. Il test della Lynk & Co 10+ è stato effettuato utilizzando le colonnine V4 di Zeekr (marchio premium del gruppo Geely), un sistema di ricarica che, al momento, non ha ancora una data certa per la diffusione su larga scala. Al contrario, BYD vanta un vantaggio strategico notevole sul campo: l’azienda ha già installato oltre 5.000 delle sue stazioni megawatt Flash Charging sul territorio cinese, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere quota 20.000 entro la fine dell’anno. Geely, pur avendo una rete rispettabile (oltre 2.100 stazioni e 10.000 colonnine distribuite in 215 città), al momento insegue per quanto riguarda la densità di copertura.
Cambio di paradigma: dal cavallo vapore ai kilowatt
Se per decenni gli amanti delle auto hanno discusso sui cavalli e sulle coppie motrici, la nuova frontiera del dibattito automobilistico si sta spostando decisamente sui kilowatt e sui minuti. La domanda che ci si scambierà tra automobilisti, sempre che questa tecnologia esca dai confini cinesi, sarà: “La tua quanto impiega a passare dal 10 all’80%?”. Che sia Geely a detenere il record o che BYD lo riconquisti tra qualche mese, il dato strutturale è che l’industria ha superato un muro psicologico fondamentale. La ricarica a megawatt non è più un prototipo da laboratorio, ma una realtà produttiva. E mentre in Europa si discute ancora della transizione, in Cina la guerra è già entrata nella fase dei “tempi sul giro”, dove a vincere non è solo chi va più forte, ma chi riesce a rendere questa velocità accessibile al maggior numero di persone.




