Il sindaco di Statte respinge l’accordo sull’ex Ilva: "Priorità alla salute, non a soluzioni superate"
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Redazione Interno
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Fabio Spada, sindaco di Statte, Comune confinante con lo stabilimento siderurgico di Taranto, non ha usato giri di parole martedì scorso durante l’incontro con il governatore Michele Emiliano e gli altri rappresentanti istituzionali. "Dico no a un Accordo di Programma già vecchio", ha dichiarato, sottolineando come la tutela della salute dei cittadini non possa essere sacrificata in nome di compromessi ormai obsoleti. La questione riguarda l’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, la cui crisi – protratta per oltre dieci anni – è tornata a riacutizzarsi, lasciando sul tavolo interrogativi irrisolti e scadenze incombenti.
Tra i presenti, oltre a Emiliano, c’erano il sindaco di Taranto Piero Bitetti, il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano e il nuovo commissario dell’Autorità Portuale Giovanni Gugliotti. Ma è stata la voce di Spada, rappresentante di un territorio che vive da decenni alle porte dello stabilimento, a risuonare con maggiore nettezza. La sua posizione riflette un malcontento diffuso, alimentato da promesse disattese e da un’emergenza ambientale che continua a pesare sulla popolazione.
Intanto, Confindustria Taranto ribadisce la necessità di interventi immediati. Salvatore Toma, presidente dell’associazione, ha definito la situazione "delicatissima", insistendo sull’urgenza di scelte "ponderate e dettate dal buon senso". Parole che riecheggiano quelle di Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, il quale ha sottolineato come l’ex Ilva rappresenti un "asset strategico" per il Paese, auspicando un maggiore coinvolgimento dello Stato.
Sul fronte giudiziario, intanto, il Consiglio di Stato ha annullato con la sentenza n. 5263/2024 la gara per l’impianto DRI, aggiudicata nel 2023 alla Paul Wurth. I giudici hanno rilevato una discrepanza tra quanto richiesto dal bando – che includeva anche la costruzione dell’impianto – e l’offerta presentata, limitata alla sola progettazione. Una decisione che getta ulteriore incertezza su un percorso già costellato di intoppi.




