Caldo record a Bologna, allerta rossa e rifugi climatici aperti: il Comune corre ai ripari con 80 condizionatori per nidi e materne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La morsa del caldo che sta stringendo Bologna non concede tregua, e mentre il termometro sfiora i quaranta gradi in pianura e l'allerta rossa della protezione civile tiene la città con il fiato sospeso, il dibattito si sposta su un fronte caldo quanto le temperature: quello delle scuole dell'infanzia, dove il disagio per i piccoli alunni e per le insegnanti è diventato ormai una questione annosa.

La risposta dell'amministrazione comunale all'ondata di calore eccezionale, che secondo Arpae potrebbe protrarsi almeno fino a mercoledì 1 luglio, è stata quella di inviare ottanta condizionatori mobili, i cosiddetti "pinguini", per tamponare l'emergenza nei nidi aperti a luglio e nelle materne, che proprio oggi vivono l'ultimo giorno di lezione prima della chiusura estiva.

Ma la mossa, sebbene concreta, non ha placato le critiche di chi, come il sindacato Sgb, ha deciso di alzare il tiro inviando due distinti esposti all'Ausl e all'Ispettorato del lavoro, chiedendo interventi più strutturali e una verifica sulle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza negli edifici scolastici.

L'assessore Ara e il nodo del raffrescamento strutturale

La domanda che l'assessore alla Scuola, Daniele Ara, si sente rivolgere con sempre maggiore insistenza è, in fondo, una vecchia conoscenza per l'amministrazione: perché ogni anno, con l'arrivo dell'estate, si deve ricorrere a un uso massiccio e tampone di condizionatori mobili, che spesso si rivelano rumorosi e poco efficienti, invece di mettere in campo un piano organico e definitivo di raffrescamento per gli edifici scolastici?

La risposta dell'assessore, nel tentativo di parare le critiche e giustificare l'emergenza, ha sottolineato il carattere eccezionale delle temperature di questa fine giugno, definendole fuori dalla norma rispetto agli anni passati e quasi paragonabili a un evento atmosferico estremo che nemmeno i bolognesi, abituati alla calura estiva, erano preparati ad affrontare.

Tuttavia, a chi gli fa notare che l'eccezionalità sembra essere ormai diventata la regola, Ara ha ribadito che l'impegno del Comune è massimo e che gli ottanta pinguini già distribuiti rappresentano un primo, necessario intervento per garantire un minimo di comfort nei giorni più critici, pur riconoscendo che la strada per un adeguamento degli impianti fissi è ancora lunga e irta di ostacoli burocratici e di risorse.

Allerta rossa e rifugi climatici: Salaborsa e biblioteche in prima linea

Mentre la polemica sulle scuole infiamma le pagine della cronaca locale, la città intera cerca di sopravvivere a quella che gli esperti definiscono l'ondata di calore più significativa dal 2017, con il Centro Operativo Comunale già attivato per monitorare la situazione e coordinare le misure di emergenza.

Il bollettino del Ministero della Salute ha inserito Bologna tra le ventidue città italiane bollinate di rosso, e le previsioni non lasciano spazio a ottimismi: per oggi sono attese punte di quaranta gradi in pianura, con minime che non scenderanno sotto i ventisei, rendendo difficoltoso anche il riposo notturno.

Per fronteggiare questa emergenza, il Comune ha deciso di potenziare la rete dei rifugi climatici, allargando la mappa a trentuno punti di ristoro distribuiti sul territorio, tra cui spiccano le undici biblioteche comunali che, a partire da domani, saranno aperte in via straordinaria e climatizzate per accogliere i cittadini in cerca di sollievo.

La Piazza Coperta di Salaborsa, già da oggi, ha prolungato gli orari di apertura per trasformarsi in un vero e proprio salotto refrigerato per studenti e residenti, e l'assessore ha voluto sottolineare come l'afflusso in questi spazi stia registrando un vero e proprio boom di accessi, a testimonianza di un bisogno sempre più impellente di luoghi pubblici attrezzati per mitigare gli effetti delle temperature record.

La mappa del disagio e le prospettive dei prossimi giorni

Il caldo, che sembra essersi impossessato della città delle Due Torri come in un abbraccio opprimente, non risparmia nemmeno i comuni limitrofi, tanto che l'allerta rossa è stata estesa a tutta l'area metropolitana, interessando centri come Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, San Lazzaro di Savena e i numerosi paesi della pianura come Anzola dell'Emilia, Argelato, Bentivoglio, Budrio e tanti altri, fino a Sant'Agata Bolognese.

La protezione civile ha diramato l'allarme per altre ventiquattro ore, e solo a partire da domani sera, a piccoli passi, si prevede un lieve calo delle temperature che dovrebbe concedere un po' di respiro ai bolognesi, esausti per questo inizio d'estate da record.

In attesa della tregua, però, il Comune ha attivato tutte le risorse a disposizione, consapevole che il problema del caldo non è più un'evenienza sporadica ma una sfida strutturale che richiede interventi a lungo termine, anche se, nell'immediato, l'unica risposta possibile resta quella dei rifugi climatici e dei condizionatori mobili.

Le scuole, intanto, chiudono i battenti per l'estate, ma la questione del raffrescamento rimane aperta e destinata a ripresentarsi puntuale al prossimo settembre, mentre i genitori e i sindacati continueranno a vigilare affinché l'amministrazione mantenga le promesse e trasformi gli interventi tampone in una strategia definitiva e all'altezza delle sfide climatiche che ci attendono.

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