Baroni e il Torino, un pareggio che sa di beffa
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Redazione Sport
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Marco Baroni, all’indomani del rocambolesco pari contro la Lazio, ha voluto smorzare le voci che da giorni circolano sul suo presunto stato d’insicurezza. “Sono voci esterne”, ha dichiarato il tecnico del Torino, “mentre internamente non ho mai avuto questa tipo di percezione e la mia testa è soltanto sul Toro e sulla crescita dei ragazzi”. Un commento asciutto, il suo, che arriva dopo una partita capace di condensare in pochi, frenetici minuti finali l’essenza di un intero campionato. Quella che, fino al novantesimo minuto, sembrava poter essere una vittoria di carattere e di merito, si è trasformata in un pareggio amaro, un punto che per certi versi appare insufficiente rispetto al coraggio mostrato in trasferta.
Le scelte vincenti di Baroni
La partita all’Olimpico, infatti, era stata impostata con precisione dal Torino, il quale, soprattutto nel secondo tempo, era riuscito a ribaltare lo svantaggio iniziale. Baroni, nel momento di difficoltà, aveva operato delle scelte che si erano rivelate azzeccate, introducendo in campo elementi di freschezza e dinamismo che avevano rimesso in discussione gli equilibri. L’azione del momentaneo 3-2, per esempio, nacque proprio da una delle sue pedine più vivaci, quel Nkounkou la cui entrata in campo aveva dato nuova linfa al reparto offensivo granata. Una di quelle mosse che, se coronate dalla vittoria, vengono celebrate come piccoli capolavori tattici.
Il rigore nel recupero che decide il pari
L’epilogo, tuttavia, ha riservato una delle beffe più crude del calcio. Quando ormai i cronometri segnavano il tempo scaduto, un’inutile perdita di palla innescò il contrattacco laziale; ne seguì un’entrata maldestra in area di penalità, che portò il direttore di gara a dover valutare un intervento su Noslin. Le proteste furono immediate e accese, trasformando il campo in un palcoscenico di tensioni, con giocatori che si spingevano e un clima generale di grande confusione. Dopo la consultazione con l’aiuto, l’arbitro non poté che concedere il calcio di rigore, che venne poi trasformato con freddezza, fissando il risultato sul definitivo 3-3.
Un successo sfumato e l'amarezza di un'occasione mancata
Quel che resta, al di là del singolo punto in classifica, è l’amarezza per un successo sfumato in modo così repentino. Un gol segnato nel recupero, che aveva fatto esplodere di gioia la panchina, è stato cancellato da un’azione avversaria nata da un banale errore. Il Torino, che per ampi tratti aveva dimostrato di poter competere ad alti livelli e di aver recepito le indicazioni del proprio allenatore, si ritrova così a fare i conti con un risultato che non rende piena giustizia alla prestazione offerta. Un punto che, se da un lato interrompe una serie negativa, dall’altro lascia il sapore di un’occasione concretamente mancata.




