Omicidio a Villetta Di Negro, l’opposizione attacca la giunta: “Si dimetta l’assessora Viscogliosi”
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Redazione Interno
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L’omicidio consumatosi in pieno mattino, a due passi dal museo Chiossone e tra gli alberi monumentali di Villetta Di Negro, ha rotto un equilibrio già fragile per i residenti della zona, i quali – come raccontano ormai da anni – accedono al parco con una cautela che rasenta la rassegnazione.
La vittima, Pietro Alberto Paolo Signor, un 48enne originario di Milano ma divenuto ormai un volto noto tra i volontari della mensa di Sant’Egidio e dell’associazione Valori Alpini, è stato ucciso con colpi inferti con cocci di bottiglia; il corpo è stato poi “incaprettato” – legato mani e caviglie con indumenti – e trascinato dall’aggressore nel tentativo di liberarsi del cadavere, prima che un passante lanciasse l’allarme.
L’inchiesta tra droga e fragilità
Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo e coordinate dal pubblico ministero, si concentrano ora sul movente e sullo stato di salute mentale dell’arrestato, Cisse Camara, 42enne senegalese fermato quasi in flagranza. Lo scenario più accreditato dagli investigatori è quello di una lite scaturita – verosimilmente – da questioni legate allo spaccio o all’assunzione di crack, sostanza che è stata rinvenuta in diverse dosi sul luogo del delitto.
Camara, attualmente ricoverato all’ospedale San Martino a causa di una crisi psicomotoria che ne sta impedendo il trasferimento in carcere, resta piantonato; gli accertamenti medici in corso serviranno a stabilire se al momento dell’aggressione fosse sotto l’effetto di stupefacenti, circostanza che getterebbe ulteriore luce sulla ferocia dell’aggressione.
La vittima, che viveva a Genova come un “invisibile” nonostante possedesse due lauree e una carriera da scrittore e musicista alle spalle, era in attesa di un trapianto e rappresenta l’emblema di quel degrado umano che si annida nelle pieghe del centro storico e dei giardini pubblici.
La polemica politica e la richiesta di dimissioni
L’eco del sangue versato nel parco, dove oggi i turisti si fanno selfie ignorando i cartoni accatastati nelle grotte e le coperte sporche abbandonate sulle ringhiere, ha immediatamente innescato una dura reazione politica. L’opposizione in Consiglio comunale – composta dai gruppi di centro destra – ha rotto gli indugi chiedendo formalmente le dimissioni dell’assessora alla Sicurezza, Arianna Viscogliosi, accusata di aver latitato di fronte al bisogno di sicurezza dei cittadini.
In un comunicato stampa dal tono aspro, i consiglieri hanno definito l’omicidio “la punta di un iceberg” che rivela l’escalation in atto e la “totale inadeguatezza” di un’amministrazione che, a loro dire, non fornirebbe risposte concrete. La contestazione si è infiammata ulteriormente dopo che, proprio nelle ore della tragedia, l’assessora avrebbe pubblicato sui social un video dal contenuto giudicato “spensierato”, un atteggiamento che l’opposizione ha bollato come inaccettabile: “Delle due l’una – si legge nel documento – o non si rende conto della gravità, o preferisce fare finta di nulla”.
Il clima nei quartieri e la seduta monotematica
I residenti della zona di Villetta Di Negro, che già da tempo segnalano la presenza di dormitori di fortuna e spaccio, guardano ora con occhi diversi il via vai di turisti e famiglie che attraversano il parco; qualcuno di loro, interpellato dai cronisti, ammette di “guardarsi le spalle” ogni volta che varca i cancelli.
Mentre il museo Chiossone ha riaperto regolarmente e l’area del delitto è stata ripulita, i consiglieri di opposizione hanno annunciato che porteranno la questione in Aula nei prossimi giorni, richiedendo una nuova seduta monotematica – la seconda in un anno – dedicata alla sicurezza, stavolta alla presenza dei comitati cittadini. L’obiettivo dichiarato è quello di ottenere risposte operative sul rafforzamento del presidio del territorio, mentre l’amministrazione continua a rivendicare la necessità di un impegno sinergico con le forze dell’ordine per intercettare il disagio estremo.
L’assassino, formalmente accusato di omicidio volontario aggravato, resta in ospedale in attesa dell’interrogatorio di convalida.




