L’ultima sfida di Anterselva tra l’addio di Wierer e il bis di Vittozzi, la Francia fa muro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si chiude con una mass start che si preannuncia infuocata, in programma oggi pomeriggio alle 14.15, il programma del biathlon ai Giochi di Milano Cortina 2026, e la Südtirol Arena di Anterselva si prepara a vivere un pomeriggio di quelli che lasciano il segno, carico di significati e di tensione agonistica. Ventimila spettatori, forse qualcuno di più considerando il pubblico che prenderà posto sugli spalti imbiancati, assisteranno all’ultima recita di due grandi interpreti di questo sport: l’azzurra Dorothea Wierer, che dopo una carriera costellata di trionfi – due Coppe del Mondo generali e quattro medaglie olimpiche, per citare solo alcuni dei suoi allori – appenderà il fucile al chiodo, e con lei la tedesca Franziska Preuss, altra campionessa pronta a salutare le competizioni -3-7. Per Wierer, classe 1990, saranno gli ultimi quattro poligoni della carriera, un’emozione che lei stessa ha descritto con incertezza, non sapendo se alla fine prevarrà il sorriso o le lacrime, ma con la promessa, quella sì ferrea, di dare tutto ciò che le resta in canna -3.

Se per la Wierer è il canto del cigno, per Lisa Vittozzi, in forza del pettorale numero 3 guadagnato con la medaglia d’oro nella pursuit, la gara rappresenta invece l’occasione per il bis, per arricchire un bottino che la vede già splendere dell’oro individuale e dell’argento nella staffetta mista -2-4. La sappadina, che dopo il trionfo nell’inseguimento aveva ammesso di non sentirsi ancora appagata e di voler andare a caccia di altri allori, si trova di fronte a una concorrenza agguerritissima, pronta a trasformare la mass start in una battaglia senza esclusione di colpi -4. Di fronte a lei, e alle speranze di medaglia italiana, si staglia la Francia, autentica superpotenza di queste Olimpiadi: le transalpine, forte di una squadra che ha dominato la scena, hanno qualificato cinque atlete, anche se solo quattro potranno prendere il via. In pista, oltre alle già medagliate Julia Simon, Lou Jeanmonnot e Océane Michelon, ci sarà anche Justine Braisaz-Bouchet, lasciando fuori Camille Bened, un’abbondanza di mezzi tecnici che dice molto sulla profondità della scuola francese -1-6.

La gara, lunga 12.5 chilometri, vedrà al via trenta atlete, e mentre Vittozzi scivolerà via con i favori del pronostico e il numero 12 cucito sul pettorale di Wierer, sarà inevitabile tenere d’occhio anche le altre scuole scandinave, sempre pericolose in questo tipo di competizioni. Le emozioni, però, non sono state appannaggio esclusivo della vigilia femminile, perché la giornata di ieri ha regalato un colpo di scena drammatico con quanto accaduto a Tommaso Giacomel. Il trentino, uno dei punti di forza del futuro azzurro, è stato protagonista di un malore che lo ha costretto al ritiro mentre era in testa alla mass start maschile, una circostanza che ha gelato l’entusiasmo e riportato l’attenzione sulla fragilità degli atleti, costretti a gestire pressioni e stress fisici inimmaginabili -4-10. Trasportato al centro medico e sottoposto a ecografia ed elettrocardiogramma che hanno escluso complicazioni, lo stesso Giacomel ha raccontato quella sensazione terribile di un corpo che smette di funzionare, definendola la peggiore mai provata -10.

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