L'orgoglio di Vittozzi: "Ho trovato la mia dimensione" dopo il podio a Ruhpolding

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un ritorno sul palcoscenico mondiale che ha il sapore di una conferma, quello di Lisa Vittozzi nella sprint di Ruhpolding, quinta tappa della Coppa del Mondo 2025-2026. La biatleta sappadina, dopo aver deliberatamente scelto di saltare la trasferta di Oberhof per concentrare gli allenamenti in vista dell'appuntamento olimpico, ha immediatamente riconquistato il podio non appena è tornata a gareggiare individualmente. Un terzo posto, quello in Baviera, che si aggiunge al successo nella pursuit di Hochfilzen e che porta a cinque il computo stagionale delle sue apparizioni tra i primi tre, considerando anche le prove a squadre. "Sono contenta, la gara è andata molto bene, sono contenta del mio tiro", ha dichiarato a Fondo Italia, sottolineando con soddisfazione un feeling ritrovato con la sua specialità.

Il poligono fa la differenza in una gara tiratissima

A decidere l'esito di una competizione estremamente equilibrata, dove le prime diciotto atlete sono finite in un minuto, è stata principalmente la freddezza al fuoco. Vittozzi, che si è imposta come uno dei fari del biathlon italiano per la sua costanza, ha offerto al poligono una dimostrazione di assoluta precisione e rapidità, completando entrambe le serie senza commettere errori e siglando il miglior tempo di shooting tra tutte le partecipanti. Una prestazione che le ha permesso di competere alla pari con le migliori del mondo, venendo superata soltanto dalla svedese Hanna Oeberg, vincitrice in 19'10"7, e dalla francese Lou Jeanmonnot, giunta seconda a 7"5 dal primo tempo. La stessa Vittozzi, parlando con l'inviato Giorgio Capodaglio, ha ammesso di essersi "promessa di non esitare più" in quel rettangolo decisivo, un approccio mentale che sembra aver già dato i suoi frutti tangibili.

Margine di miglioramento e la sensazione di essere a casa

Nonostante la gioia per un risultato che la proietta tra le favorite per le medaglie olimpiche, l'azzurra mantiene i piedi per terra e analizza con lucidità la sua performance. Sugli sci, pur avendo ottenuto il nono tempo assoluto e sentendosi migliorata rispetto alla precedente staffetta, ritiene che "serva ancora qualche gara per entrare in condizione" ottimale. Una considerazione che lascia intendere quanto ampio sia il margine di progresso su cui sta lavorando, pur avendo già dato, come ha specificato lei stessa, "il meglio" che poteva in quella specifica giornata. La pista tedesca, del resto, è per lei un ambiente familiare, quasi una seconda casa dove ha spesso colto successi importanti, e questo ha senza dubbio contribuito a farle ritrovare quella "dimensione" di cui parla con evidente serenità.

La strada verso l'appuntamento iridato

Il percorso intrapreso, caratterizzato da una preparazione mirata e da scelte tecniche ponderate come il periodo di stop natalizio, si sta dimostrando dunque efficace. L'obiettivo primario resta l'appuntamento a cinque cerchi, ma ogni podio in Coppa del Mondo costituisce un tassello fondamentale per costruire la giusta sicurezza e affinare ulteriormente la condizione. La solidità dimostrata a Ruhpolding, frutto di un lavoro meticoloso sia sulla componente atletica che su quella mentale, la posiziona in una zona della classifica generale dalla quale può lanciare l'assalto alle posizioni di vertice, mentre Oeberg e Jeanmonnot, al momento, fanno il passo più lungo. Quello che è certo è che la sua stagione, tra gare individuali e di squadra, continua a brillare di una luce particolare, alimentando le legittime aspettative per i prossimi, decisivi, impegni.

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