Vittozzi seconda nella sprint di Oslo, è il ventiduesimo podio stagionale per l'Italia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La penultima fatica stagionale, per la precisione l'ultima sprint dell'anno, regala all'Italia del biathlon un'altra gioia e un nuovo record. Lisa Vittozzi, l'oro olimpico dell'inseguimento, ha chiuso al secondo posto la prova veloce di Oslo-Holmenkollen, una gara tiratissima che ha visto il dominio delle sorelle Oeberg e che è valsa, contemporaneamente, la conquista matematica della Coppa del Mondo generale per la francese Lou Jeanmonnot. La venosta, partita con il proprio passo, ha disputato una prova sostanzialmente perfetta al poligino – nessun errore né a terra né in piedi – e sugli sci ha tenuto un ritmo elevatissimo, specialmente nel corso dell'ultimo giro quando ha tentato di impensierire la leader. Alla fine, quel forcing le è valso il secondo gradino del podio, a soli cinque secondi e tre decimi dalla vincitrice di giornata, la svedese Hanna Oeberg, mentre la sorella di quest'ultima, Elvira, anch'essa autrice di un clean sheet, ha completato la terzetto al terzo posto con un distacco di venti secondi dalla testa.

Le condizioni di neve, tutt'altro che semplici su un tracciato reso insidioso dalle temperature e dall'usura, hanno giocato un ruolo chiave e, come spesso accade in queste circostanze, hanno penalizzato in particolar modo le atlete partite con i pettorali più alti, quelle cioè costrette a confrontarsi con una pista già segnata dal passaggio delle prime concorrenti. Per Vittozzi, che aveva già chiuso seconda sette giorni fa a Otepää, questo podio rappresenta la conferma di una condizione di forma straordinaria in questo scorcio conclusivo di mondiale, ma è anche il tassello che porta il computo totale dei podi azzurri in questa stagione, tra Coppa del Mondo e Giochi Olimpici, a ventidue: un numero mai raggiunto prima nella storia di questo sport in Italia.

La festa francese e le altre azzurre

Mentre l'Italbiathlon festeggia il proprio record, la transalpina Lou Jeanmonnot, sesta al traguardo con un errore, ha messo le mani sulla sfera di cristallo. Alla francese, che lo scorso anno in questo stesso contesto norvegese aveva visto sfumare il sogno, è bastato piazzarsi tra le prime per consolidare un vantaggio ormai incolmabile sulle inseguitrici, assicurandosi così il primo successo in carriera nella classifica generale. Una soddisfazione personale enorme per lei, che ha così coronato una stagione di altissimo profilo.

Per quanto riguarda le altre italiane in gara, la prestazione di Rebecca Passler, nonostante un errore nel tiro in piedi, le è valsa un trentesimo posto che le consente comunque di prendere parte all'inseguimento di sabato, obiettivo centrato invece da Hannah Auchentaller, autrice di due errori complessivi che l'hanno relegata al quarantacinquesimo posto. Discorso diverso per Samuela Comola, Martina Trabucchi e Michela Carrara: le loro prestazioni, condite da diversi errori al poligono, non sono state sufficienti per rientrare nella cerchia delle sessanta qualificate per la gara con partenza a handicap.

L'ultima fatica maschile

L'attenzione del circuito, in questa tappa conclusiva di Holmenkollen, si sposta ora sulla prova maschile. Venerdì pomeriggio, a partire dalle 16.15, toccherà agli uomini affrontare la loro ultima sprint stagionale, una gara che si preannuncia come un autentico show considerando il livello dei partecipanti. Il grande favorito della vigilia è il norvegese Sturla Holm Laegreid, ma lo svedese Sebastian Samuelsson, lanciato verso la conquista della coppetta di specialità, avrà senza dubbio qualcosa da dire. L'Italia, in questa occasione, affida le proprie speranze a Lukas Hofer, il quale scatterà con il pettorale numero 56, forte dell'esperienza che lo contraddistingue. Insieme a lui, e questo rappresenta una nota di rilievo per la squadra azzurra, rivedremo Didier Bionaz, al rientro in Coppa del Mondo dopo diversi mesi trascorsi a gareggiare in Ibu Cup per ritrovare la migliore condizione. Completano il quartetto per l'Italia Braunhofer, Pircher e Romanin, pronti a giocarsi le proprie carte su una distanza che spesso riserva sorprese e colpi di scena.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.