Lisa vittozzi illumina la scena nella sprint di oslo holmenkollen: azzurra in piazza d’onore, vince hanna öberg

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sprint femminile da 7,5 chilometri di Oslo Holmenkollen, prova d’apertura dell’ultimo appuntamento della Coppa del Mondo di biathlon 2025-2026, ha regalato emozioni tecniche di altissimo livello, confermando—semmai ce ne fosse stato bisogno—lo straordinario stato di forma di Lisa Vittozzi. La sappadina, che aveva già incantato il pubblico nelle precedenti uscite, ha offerto una prestazione che qualcuno, con un pizzico di retorica sportiva, potrebbe definire “perfetta” o quasi; in realtà, a parlare sono i numeri, e questi dicono di un “doppio zero” al poligono—il che significa dieci bersagli centrati su dieci—e di un passo sugli sci che ha retto il confronto con le migliori specialiste del circuito, quelle che solitamente fanno la differenza nella porzione di fondo della gara.

A pochi minuti dal via, l’atmosfera nel suggestivo scenario della Nordica, che sovrasta la capitale norvegese, era carica di una tensione palpabile, dovuta non solo all’importanza dell’evento ma anche a fattori esterni non trascurabili. L’International Biathlon Union, infatti, era stata costretta a una modifica last minute del sistema di start: le temperature insolitamente miti, quasi primaverili, che hanno sciolto le nebbie ma ammorbidito il manto nevoso, hanno imposto un ripensamento dell’ordine di partenza, facendo scattare per prime le atlete meglio piazzate nella classifica di specialità per garantire a tutte condizioni di gara il più possibile omogenee.

In questo scenario di fine stagione, dove ogni centesimo può determinare un risultato, Lisa Vittozzi è apparsa fin da subito concentrata e determinata, e la sua prova ne è la testimonianza più limpida: un’interpretazione della gara fatta di pulizia tecnica al tiro e di una gestione oculata dello sforzo sugli sci, che le ha permesso di chiudere alle spalle della sola svedese Hanna Öberg. La scandinava, con un crono di 20 minuti, 20 secondi e 4 decimi, ha preceduto l’azzurra di appena 5 virgola 3 secondi, un margine risicatissimo che la dice lunga sul valore della prestazione della carabiniera italiana. A completare il podio, terza, l’altra sorella Öberg, Elvira, staccata di venti secondi, a testimonianza di un dominio nordico solo in parte scalfito dalla determinazione di Vittozzi.

Un podio che profila interessanti scenari per l'inseguimento e la gioia francese per il globo di cristallo

La gara di Oslo, tuttavia, non ha rappresentato soltanto l’ennesima conferma del talento cristallino di Lisa Vittozzi—che con questo secondo posto si avvicina ulteriormente alle sorelle Öberg nella classifica di specialità—ma ha anche ufficializzato un evento atteso da settimane nel circuito femminile. Lou Jeanmonnot, la francese che in questa stagione ha letteralmente dominato la scena per continuità di rendimento, ha messo le mani sulla Coppa del Mondo generale. La transalpina, nonostante un errore nell’ultima serie in piedi che poteva costarle caro in ottica giornata, ha chiuso la sprint al sesto posto, un piazzamento che, unito alla prestazione della sua unica rivale rimasta, la finlandese Suvi Minkkinen, le ha garantito la matematica certezza del successo finale. Con due sole gare rimaste—l’inseguimento di sabato e la mass start di domenica—e 180 punti ancora a disposizione, il vantaggio di Jeanmonnot è divenuto incolmabile, regalandole il primo “grosso” della carriera all’età di 27 anni.

Tornando all’analisi della prova azzurra, la prestazione di Lisa Vittozzi assume contorni ancor più significativi se si considera il percorso fatto per arrivare a questo punto della stagione. Dopo aver saltato interamente la stagione 2024-2025 a causa di un problema alla schiena, il suo ritorno alle competizioni—iniziato sui roller sci in autunno—aveva già trovato la sua apoteosi durante i Giochi Olimpici di Milano Cortina, dove si era laureata campionessa olimpica nell’inseguimento davanti al pubblico di casa. Quel successo sembra averle fornito una consapevolezza e una serenità nuove, che si riflettono nella sua capacità di gestire la pressione nelle gare di Coppa.

Nella sprint di Holmenkollen, le condizioni meteo hanno giocato un ruolo non secondario, favorendo atlete come la Öberg e la stessa Vittozzi, brave ad adattarsi a una neve lenta che richiedeva una spinta diversa e forse premiava chi, come l’azzurra, sa unire potenza e tecnica. L’azzurra, nel post-gara, ha commentato con un misto di soddisfazione e fame di vittoria: “Sono davvero soddisfatta, naturalmente volevo vincere. Ho dato tutto, non potevo fare meglio di così: a volte nel gioco dei secondi si vince, altre volte si perde”. Una dichiarazione che non suona come una resa, ma piuttosto come l’analisi lucida di un’atleta che sa di aver compiuto il proprio dovere al meglio, mettendo le basi per la rivincita.

Le altre italiane e le prospettive in vista dell'ultimo fine settimana di gare

Oltre allo squillo di Lisa Vittozzi, la spedizione azzurra ha raccolto altri spunti interessanti, sebbene non tutti positivi. Rebecca Passler, con un errore nel tiro in piedi, ha chiuso la sua prova al ventottesimo posto, pagando un distacco di un minuto e quarantatré secondi dalla vincitrice. Una prestazione solida, che le è comunque valsa l’accesso alla gara con partenza a handicap di sabato, l’inseguimento appunto, dove proverà a migliorare la sua posizione forte di una condizione atletica comunque dignitosa. Discorso diverso per Hannah Auchentaller, autrice di due errori complessivi che l’hanno relegata in quarantacinquesima posizione; per lei, così come per Samuela Comola, Martina Trabucchi e Michela Carrara, la sprint di Oslo ha rappresentato l’ultimo atto della stagione, non essendo riuscite a rientrare tra le prime sessanta che danno diritto alla partecipazione alla pursuit.

Il calendario dell’ultima tappa norvegese prevede ora un giorno di pausa dedicato alle gare maschili, per poi tornare in scena sabato con l’inseguimento femminile delle 13:45. E sarà proprio quella la sede più indicata per un eventuale tentativo di rivincita di Lisa Vittozzi nei confronti di Hanna Öberg. La formula della partenza a handicap, che vedrà le due atlete affiancate in prima fila con un distacco minimo—praticamente il medesimo dell’arrivo della sprint—promette scintille. La svedese, forte di quei cinque secondi di vantaggio, cercherà di controllare la gara, forte anche della sua sciata potente; l’italiana, invece, forte della precisione dimostrata al poligono e di una condizione fisica che pare in costante crescita, proverà a ribaltare l’esito, sfruttando ogni eventuale incertezza della rivale. La posta in gioco, oltre alla vittoria di tappa, è anche la definitiva consacrazione in una stagione che, per entrambe, è già stata costellata di successi importanti, ma che può ancora riservare colpi di scena.

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