Lisa Vittozzi chiude il cerchio a Holmenkollen: nella mass start il decimo sigillo in Coppa del Mondo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un modo, per chiudere una stagione, e poi c’è il modo in cui Lisa Vittozzi ha scelto di salutare l’inverno che l’ha vista tornare protagonista assoluta del biathlon mondiale. Sulla collina di Holmenkollen, teatro storicamente avaro di sconti e generoso solo con chi sa soffrire, la trentunenne di Sappada ha finalmente conquistato ciò che mancava alla sua bacheca personale nel circuito: la vittoria nella mass start, l’unico formato che ancora resisteva a una carriera costellata di successi. Con un’ora e un poligono di ritardo rispetto al programma – causa mal di stomaco, come lei stessa ha rivelato al traguardo, tanto da non essere nemmeno sicura di scendere in pista – l’azzurra ha firmato una rimonta da manuale, regalando a sé e al pubblico italiano il decimo alloro in Coppa del Mondo.

La gara, l’ultima del calendario 2025-2026, si era messa subito in salita per l’italiana. Un errore al primo poligono, quello a terra, l’aveva precipitata al sedicesimo posto, con un distacco che toccava i trentaquattro secondi dalle battistrada. In una disciplina in cui ogni secondo pesa come un macigno, e su un pendio come quello norvegese che stritola le gambe, sembrava il preludio a un pomeriggio di ordinaria amministrazione. E invece, da quel momento, Vittozzi ha iniziato a tessere la tela della sua rimonta. Tre poligoni consecutivi senza errori – un parziale che profuma di impresa – le hanno permesso di risalire la corrente, fino a presentarsi all’ultimo giro con il muso della carabina incollato alle spalle della svedese Hanna Öberg.

La rimonta nell’ultimo strappo e la dedica a Romanin

L’ultimo giro della mass start femminile ha regalato il fotofinish più emozionante della stagione. Öberg, con un errore nell’ultima serie in piedi, aveva provato a gestire il vantaggio, ma davanti a sé trovava un’atleta che non aveva più nulla da perdere e tutto da guadagnare. Sullo strappo finale, quello che a Holmenkollen trasforma gli atleti in eroi o meteore, Vittozzi ha allungato la falcata, ha annullato il distacco di otto secondi che la separava dalla leader e ha piazzato l’allungo decisivo, chiudendo con un vantaggio di 4”2. Il tempo finale, 34’58”9, racconta di una prestazione perfetta nei momenti che contano: un solo errore al primo poligono, poi il vuoto pneumatico nel mirino. Sul traguardo, l’abbraccio con il tecnico Mirco Romanin, alla sua ultima gara sulla panchina azzurra, ha sancito la fine di un cerchio che durava da anni. Per la sappadina, quella di oggi è la prima affermazione in carriera in questa specifica specialità, un’assenza che strideva con un palmarès che annovera già un Titolo olimpico nell’inseguimento e un oro mondiale nell’individuale.

Botn sigilla la sua stagione da matricola, Perrot chiude sul podio

Se nel settore femminile a trionfare è stata la regolarità italiana, nella mass start maschile a fare la differenza è stato il polso fermo di un esordiente che non ha voluto saperne di passare inosservato. Johan Olav Botn, alla sua prima stagione completa nel massimo circuito, ha replicato il successo dell’opening di Östersund chiudendo anche la fase finale del mondiale con il colpo d’artista. Il norvegese ha gestito la gara con la freddezza di un veterano, sigillando un 20/20 al poligono che gli ha permesso di resistere all’assalto finale del tedesco Philipp Nawrath, staccato di 3”7. Per Botn, questo successo rappresenta la quarta vittoria stagionale – un bottino che lo pone sullo stesso gradino di Tommaso Giacomel e del francese Éric Perrot – mentre nella generale maschile ha agguantato il terzo posto finale, alle spalle del dominatore assoluto della stagione.Éric Perrot, già certo della vittoria della Coppa del Mondo generale da venerdì, ha completato il podio con un terzo posto (nonostante due errori al tiro) che sa di passerella di fine festa per il neo re del biathlon mondiale. Per l’Italia maschile, Lukas Hofer ha chiuso al quattordicesimo posto nella classifica generale, impreziosendo con una prestazione solida una delle stagioni più convincenti della sua carriera.

Il podio finale e il valore di un decimo sigillo

Per Lisa Vittozzi, il successo di Oslo non è soltanto una questione di statistica personale. La vittoria nella mass start le ha permesso di mettere le mani sul secondo posto nella classifica di specialità, chiudendo con 186 punti alle spalle della sola Julia Simon (245) e davanti alla francese Océane Michelon. Nella generale assoluta, l’azzurra ha conquistato il terzo gradino del podio con 935 punti, confermando la sua resilienza dopo un anno segnato da infortuni e stop forzati. Il podio finale è andato alla francese Lou Jeanmonnot, vincitrice del grande globo di cristallo con 1135 punti, seguita da Hanna Öberg a 958.Con questo risultato, il bottino totale dei successi in Coppa del Mondo per l’atleta dei Carabinieri sale a quota dieci, ma più del numero conta il significato: con la mass start di Holmenkollen, Vittozzi ha completato il set completo delle discipline individuali, un traguardo che nell’era moderna del biathlon appartiene a pochi eletti. “Non ero sicura di partire, non mi sento a posto con lo stomaco. Ma sono ovviamente contenta di essere partita, ho dato tutto nel giro finale e ho trovato il successo”, ha raccontato ai microfoni subito dopo la gara, mentre la nebbia norvegese iniziava a calare sulla collina che l’ha vista compiere l’ennesima impresa. Un finale di stagione che sa di riscatto, per una carriera che continua a scrivere pagine di storia per il movimento italiano.

Meta Description: Lisa Vittozzi vince la mass start a Holmenkollen, decimo successo in Coppa del Mondo. L’azzurra chiude terza nella generale. Botn trionfa tra gli uomini.

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