Sconti selettivi contro il caro-carburante. Dopo gli extraprofitti è nuova rissa a destra

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise sul gasolio è stato prorogato fino al 5 settembre, un tentativo disperato del governo per contenere l'aumento del costo del carburante nei giorni di controesodo estivo. A dare la misura di quanto questi spostamenti costeranno è il Codacons, che sui 25 milioni di spostamenti calcolati dall'Anas da oggi fino a domenica 30 agosto, stima una maggior spesa di 429,1 milioni di euro ai prezzi attuali.

Il consiglio dei ministri lampo di ieri, 26 agosto, ha dunque varato la proroga, ma il provvedimento, che riguarda esclusivamente il diesel, lascia aperte tutte le questioni per il periodo successivo.

Eni ed Enel in campo contro i rincari

I grandi colossi energetici scendono in campo per calmierare i costi di rifornimento durante il flusso di rientro dalle vacanze, affiancando l'intervento statale. L'aliquota sul diesel resterà per altri nove giorni a 532,90 euro per mille litri, con un taglio di 14 centesimi sull'accisa che, considerando l'Iva, si traduce in circa 17 centesimi al litro di risparmio per gli automobilisti.

Il governo è riuscito a raccogliere altri 130 milioni per abbassare le accise fino al 5 settembre, ma la copertura finanziaria, come spiegato nei dettagli del decreto, arriva dall'anticipo delle ritenute sui dividendi dei grandi gruppi energetici, una mossa che evidenzia la difficoltà di trovare risorse fresche in un momento di così alta tensione sui mercati internazionali.

Il nodo del 6 settembre e le ipotesi sul tavolo

E dal 6 settembre? Palazzo Chigi si è preso del tempo per ragionare in maniera approfondita sul da farsi, consapevole che la situazione dei prezzi rimane critica e che una brusca interruzione degli sconti potrebbe avere effetti devastanti sui consumi e sull'economia delle famiglie. Per ora, l'unica comunicazione ufficiale arriva dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ha parlato di "misure selettive sulla base del reddito", un'indicazione che sembra preludere a un intervento più mirato rispetto ai tagli lineari finora adottati.

Al contempo, il ministro ha sottolineato la necessità di tenere conto delle "esigenze" di chi con il carburante ci lavora, ovvero autotrasportatori e agricoltori, categorie per le quali il costo del gasolio incide in maniera determinante sui bilanci aziendali e che difficilmente accetterebbero un ritorno al caro-prezzi senza adeguate contromisure.

La proroga tecnica e il decreto d'urgenza

Il Decreto-legge 26 agosto 2026, n. 153, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 agosto ed entrato in vigore il 27 agosto, rappresenta l'ennesimo intervento in via d'urgenza sul fronte dei carburanti, per fronteggiare il perdurare della tensione sui mercati energetici internazionali. Tuttavia, la scelta di agire solo sul gasolio e per un periodo così limitato, fino al 5 settembre, rivela una strategia eminentemente tattica, dettata più dall'emergenza del controesodo che da una visione strutturale.

Il provvedimento, infatti, non risolve il problema di fondo della volatilità dei prezzi e lascia sul tavolo il delicato capitolo degli extraprofitti delle aziende energetiche, un tema che aveva già acceso il dibattito politico nelle scorse settimane e che rischia di riaccendersi violentemente con l'avvio dell'autunno.

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