Il governo cambia la guardia a Leonardo, Mariani nuovo ad. Eni ed Enel restano in mano ai veterani

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha depositato ieri le liste per il rinnovo degli organi sociali delle principali società partecipate, segnando una strategia a due velocità: continuità assoluta nei colossi energetici e un avvicendamento al vertice nel comparto della difesa e dell’aerospazio. Dopo le conferme – già incassate nei giorni scorsi – di Matteo Del Fante come amministratore delegato di Poste Italiane e di Silvia Rovere come presidente, il Tesoro ha completato il puzzle delle nomine, rivelando come l’esecutivo intenda bilanciare l’esperienza consolidata con la necessità di rimettere in riga alcuni gangli strategici dello Stato.

La stabilità come mantra per Eni ed Enel

Sul fronte energetico, la scelta del governo è stata dettata dalla prudenza. All’Eni, Claudio Descalzi ottiene un quinto mandato consecutivo alla guida operativa del gruppo, una longevità che non ha eguali nel panorama delle utilities europee e che testimonia la fiducia nella strategia di diversificazione avviata ormai da un decennio. A fargli da contraltare, seppur in un ruolo diverso, arriva Giuseppina Di Foggia; l’attuale amministratore delegato di Terna lascia la sua posizione per assumere la presidenza del cane a sei zampe, raccogliendo il testimone dal generale Giuseppe Zafarana. Un movimento incrociato, questo, che non ha alterato la sostanza del management ma ha ridisegnato gli equilibri nelle presidenze. Simile il copione in Enel, dove il tandem composto da Paolo Scaroni (presidente) e Flavio Cattaneo (ad) è stato riconfermato in blocco, blindando una squadra che ha recentemente portato la capitalizzazione del gruppo oltre i cento miliardi di euro.

Leonardo, la rivoluzione silenziosa: dentro Mariani, fuori Cingolani

È però sul fronte di Leonardo che si concentra l’unica vera scossa di questo rimpasto. L’ex Finmeccanica, cuore pulsante della difesa nazionale, cambierà passo con l’insediamento di Lorenzo Mariani come nuovo amministratore delegato, il quale prenderà il posto di Roberto Cingolani. Alla presidenza, Francesco Macrì subentra invece a Stefano Pontecorvo. L’azionista pubblico, che controlla il 30,2% del capitale, ha depositato la lista di concerto con il MiMIT, indicando anche i consiglieri Elena Vasco, Enrica Giorgetti, Rosalba Veltri, Trifone Altieri, Cristina Manara e Francesco Soro per comporre il nuovo consiglio di amministrazione.

Mariani non è certo un volto nuovo per la galassia Leonardo; ex ufficiale della Marina Militare, ha trascorso gran parte della carriera nella società, ricoprendo ruoli chiave come direttore commerciale e a capo dell’elettronica difensiva, prima di passare alla guida di Mbda Italia, la joint venture missilistica europea. Una scelta, la sua, che viene interpretata come un ritorno a un “core business” più tradizionale legato ai programmi di riarmo convenzionale. Una fonte a conoscenza delle dinamiche governative ha rivelato a Defense News che Cingolani, fisico di formazione ed ex ministro per la Transizione ecologica, avrebbe preferito concentrarsi sul portafoglio “non-kinetic” (cybersicurezza e digitalizzazione), mentre il governo – e in particolare la presidente Meloni – avrebbe spinto per un manager più legato ai prodotti “hard core”, come i missili e i sistemi ad alta intensità di conflitto, considerati prioritari nell’attuale scenario bellico.

Enav, il cambio generazionale e il domino Terna

Completa il quadro la società di gestione del traffico aereo, Enav, dove il Mef ha indicato Igor de Biasio come nuovo amministratore delegato, affiancato dal presidente Sandro Pappalardo (attualmente alla guida di Ita Airways). Esce di scena Pasqualino Monti, il cui nome resta però caldo per la successione proprio a Terna, dove l’uscita di Giuseppina Di Foggia ha lasciato un vuoto ai vertici che verrà colmato nelle prossime settimane. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha formalmente ringraziato i vertici uscenti per l’impegno profuso, limitandosi ad augurare “buon lavoro” ai nuovi entrati. Le liste depositate saranno ora sottoposte al voto delle assemblee degli azionisti, convocate per i primi di maggio, dove – data la quota rilevante del Tesoro – l’esito è scontato, ma dove si potranno misurare gli umori del mercato e dei fondi di investimento.

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