Il governo Meloni avanza verso la privatizzazione di Eni e Poste Italiane
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Redazione Economia
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Il governo Meloni sta considerando la privatizzazione di Eni e Poste Italiane. Questa mossa fa parte di un piano di privatizzazioni da 20 miliardi di euro annunciato dal governo. Il ministero delle Finanze starebbe valutando la possibilità di cedere una quota tra il 10% e il 20% di Poste Italiane.
Il piano di privatizzazioni
Il Tesoro punta a raccogliere complessivamente circa 5 miliardi di euro con tutto il pacchetto di privatizzazioni da qui al 2026. Questo include anche il dossier Eni ed Mps. Tuttavia, i numeri mostrano che non esiste una ragione economica che giustifichi la cessione di quote per ridurre un debito pubblico da 2.800 miliardi.
Le critiche alla privatizzazione
Negli anni '90, la narrazione con cui si aprì la grande stagione delle privatizzazioni era che serviva a migliorare la governance dei colossi statali, sottraendoli al "ricatto della politica". Tuttavia, questa mossa è stata un disastro e oggi, che la governance è cambiata, il governo Meloni riprende quel filo senza neanche inventarsi una scusa.
Conclusioni
La vera agenda del governo sembra essere ben diversa da quella annunciata. Le privatizzazioni, piuttosto che ridurre il debito, sembrano essere un regalo ai fondi. Questo solleva interrogativi sulla trasparenza e l'efficacia di tali politiche.




