Accoltellato nella notte nel centro storico di Genova, un diciottenne finisce in ospedale in codice rosso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ennesima notte di movida si è trasformata in un dramma della violenza giovanile nel cuore di Genova, dove un ragazzo di appena diciotto anni è stato raggiunto alla schiena da diversi fendenti mentre si trovava in una delle piazze più frequentate del centro storico. È accaduto intorno all’una e mezza di notte tra sabato e domenica in piazza Renata Negri, lo spazio antistante il teatro della Tosse che si apre lungo stradone Sant’Agostino, area tradizionalmente affollata da giovani durante il fine settimana. Il giovane, di origine tunisina, è stato soccorso immediatamente dopo l’aggressione grazie all’allarme lanciato da alcuni passanti, i quali, udite le richieste di aiuto della vittima, hanno contattato il 118 facendo scattare i protocolli di emergenza sanitaria. Sul posto sono intervenute un’ambulanza della Nuova Volontari del Soccorso di San Fruttuoso insieme all’automedica Golf 1, e i sanitari, dopo aver stabilizzato il ragazzo che era rimasto sempre cosciente, ne hanno disposto il trasferimento d’urgenza al policlinico San Martino in codice rosso, dove al momento si trova ricoverato ma, fortunatamente, non in pericolo di vita.

Indagini complesse tra testimonianze discordanti e la ricerca di immagini

Le forze dell’ordine, con gli agenti delle volanti della questura giunti tempestivamente sulla scena dell’aggressione, hanno avviato immediatamente gli accertamenti per risalire all’identità del responsabile e ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, ma il quadro che emerge dalle prime rilevazioni appare tutt’altro che lineare. Gli investigatori hanno ascoltato alcuni dei numerosi ragazzi che affollavano la piazza al momento del fattaccio, ebbene, dalle loro deposizioni non sarebbero emersi elementi sufficientemente chiari per orientare le ricerche in una direzione precisa, anzi, alcune testimonianze sarebbero risultate persino contrastanti tra loro. La stessa vittima, nel racconto reso agli agenti prima di essere trasportata in ospedale, avrebbe fornito una versione degli eventi che gli inquirenti hanno giudicato piuttosto confusa e poco utile ai fini investigativi, il che ha spinto la Squadra mobile a concentrare ogni sforzo sull’acquisizione e l’analisi minuziosa dei filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza installate nella zona. Si tratta di una pista investigativa considerata cruciale, poiché le immagini potrebbero aver immortalato il momento dell’aggressione o i movimenti dell’aggressore tra la folla, offrendo così un contributo determinante per identificarlo, essendo al momento ignoti sia il suo volto che il movente che ha scatenato la violenza.

Un allarme che si ripete e le dichiarazioni della prima cittadina

Questo episodio di sangue non rappresenta purtroppo un caso isolato nel panorama cittadino, inserendosi invece in una scia di violenza che nelle ultime settimane ha visto protagonisti ragazzi sempre più giovani, spesso armati di coltelli. Solo sette giorni prima un altro minorenne era stato accoltellato sull’autobus a Rivarolo da un coetaneo al termine di una lite per futili motivi, e la stessa zona della movida era già stata teatro di un analogo ferimento alla schiena. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha commentato l’accaduto con parole che denotano preoccupazione per l’escalation di episodi violenti tra i giovani, sottolineando come la frequenza con cui si verificano fatti del genere sia divenuta allarmante. Pur evidenziando il potenziamento dell’azione della polizia locale, inquadrato nel nuovo Piano per la sicurezza urbana in fase di attuazione, la prima cittadina ha lanciato un appello per un cambio di passo da parte dello Stato, affermando che i Comuni non possono essere lasciati soli a gestire una problematica complessa che affonda le radici in un disagio giovanile sempre più profondo. Non bastano, a suo avviso, le sole risorse destinate alla repressione, ma occorrono interventi strutturati che uniscano il controllo capillare del territorio a politiche educative e di prevenzione rivolte a fasce d’età sempre più basse.

Un contesto di violenza giovanile che allarma la città

La ferocia dell’aggressione, consumatasi in pochi istanti in mezzo a decine di persone, ha riacceso i riflettori sulla sicurezza del centro storico, un’area che nei fine settimana si popola di centinaia di giovani richiamati dai locali e dalla movida. Gli inquirenti, coordinati dalla questura, continuano a setacciare le registrazioni degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati nella speranza di ottenere un fotogramma chiaro che possa spezzare il muro di omertà o di confusione che al momento avvolge la vicenda. Le forze dell’ordine stanno anche valutando la possibilità di acquisire nuove testimonianze tra i residenti della zona, i quali potrebbero aver visto qualcosa dai propri balconi, o tra quei giovani presenti in piazza che non sono ancora stati ascoltati. Mentre il diciottenne ferito resta ricoverato al San Martino, dove i medici gli hanno riscontrato lesioni guaribili in alcuni giorni, la macchina investigativa lavora senza sosta per dare un volto e un nome a chi, nella notte, ha trasformato una piazza della movida in un teatro di violenza inaudita.

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