Tragedia a Montegranaro, ucciso da un colpo di fucile durante una battuta di caccia alla volpe
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Redazione Interno
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Un uomo di 42 anni, cittadino di origine russa, è morto stamattina nelle campagne di Montegranaro, in provincia di Fermo, dopo essere stato raggiunto da un colpo d'arma da fuoco partito durante una battuta di caccia alla volpe. Il fatto è avvenuto intorno alle otto in contrada Santa Maria, zona collinare e prevalentemente agricola del territorio fermano, e ha subito mobilitato i carabinieri del Nucleo Investigativo e del Radiomobile della Compagnia di Fermo, giunti sul posto per i rilievi del caso insieme al personale del 118. L'allarme, scattato immediatamente dopo lo sparo, aveva inizialmente portato alla richiesta di un elicottero per il trasporto d'urgenza del ferito, ma i sanitari, una volta arrivati, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo, avvenuto sul colpo a causa della gravità della ferita riportata.
La vittima, secondo quanto emerso dalle prime verifiche, non faceva parte della comitiva di cacciatori: l'uomo, un quarantaduenne che collaborava con un maneggio della zona, si trovava nei parchi per ragioni legate alla sua attività lavorativa e non stava partecipando alla battuta venatoria in corso. A esplodere il colpo fatale, stando a una prima ricostruzione, sarebbe stato un cacciatore di ottant'anni, residente nel vicino comune di Monte Urano, la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti. Le indagini, condotte dai militari dell'Arma, si concentrano sulla dinamica dell'accaduto e sulla tipologia di coinvolgimento del cacciatore, al fine di chiarire se si sia trattato di un incidente dovuto a una traiettoria mal calcolata o se vi siano profili di responsabilità più gravi legati alla gestione dell'arma.
La vittima non partecipava alla caccia, indagini sulla dinamica
Un elemento che gli investigatori stanno approfondendo con particolare attenzione riguarda proprio la posizione della vittima al momento dello sparo. L'uomo, che non indossava abbigliamento venatorio né era armato, potrebbe essere stato colpito mentre si trovava nelle vicinanze dell'area interessata dalla caccia, forse intento a svolgere mansioni di cura degli animali per conto del maneggio dove prestava servizio. Il colpo di fucile, secondo quanto riferito, lo avrebbe centrato in pieno, rendendo vano ogni successivo tentativo di soccorso: i medici del 118, giunti da Fermo, hanno potuto solo confermare il decesso, mentre l'elisoccorso, inizialmente attivato, è stato fatto rientrare poco dopo la partenza.
Sul luogo della tragedia i carabinieri hanno sequestrato l'arma utilizzata dal cacciatore ottantenne, un fucile regolarmente detenuto, e hanno ascoltato i primi testimoni presenti al momento dello sparo. La procura della Repubblica di Fermo, informata dell'accaduto, coordinerà gli accertamenti delegati ai militari, che nei prossimi giorni provvederanno a sentire formalmente il cacciatore e gli altri partecipanti alla battuta per ricostruire la sequenza esatta dei fatti. Non si esclude, nelle prossime ore, l'eventuale conferimento di incarichi per perizie balistiche, volte a stabilire la traiettoria del proiettile e la distanza da cui è partito il colpo.
Le ipotesi al vaglio degli inquirenti
Al momento, l'ipotesi prevalente è quella dell'incidente dovuto a una tragica fatalità, ma gli investigatori non tralasciano alcuna pista. Il cacciatore, un uomo di ottant'anni con esperienza venatoria alle spalle, potrebbe aver perso il controllo del fucile o aver fatto fuoco in direzione di un movimento nella vegetazione, convinto si trattasse di un animale. Le campagne del Fermano, in questo periodo, sono frequentate da cacciatori impegnati nelle battute alla volpe, una pratica che richiede attenzione e rispetto delle distanze di sicurezza, specialmente in aree dove possono transitare persone non coinvolte nell'attività venatoria.
I carabinieri hanno acquisito le generalità di tutti i presenti e stanno verificando la posizione di ciascuno al momento dello sparo. Sarà fondamentale, per gli sviluppi dell'inchiesta, capire se la battuta si svolgesse in area consentita e se siano state rispettate le normative sulla sicurezza nella caccia. La salma della vittima è stata intanto trasferita all'obitorio dell'ospedale di Fermo, a disposizione dell'autorità giudiziaria che nelle prossime ore potrebbe disporre l'autopsia per accertare con esattezza le cause del decesso e confermare la dinamica dei fatti.




