Tragedia a Mirano, centauro di 27 anni muore nello scontro con un'auto. I suoi amici lo aspettavano per cena

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il fragore delle lamiere, un boato che alcuni residenti della frazione di Zianigo hanno detto di aver distintamente avvertito, ha lacerato il silenzio di via Cavin di Sala poco dopo le 21 di venerdì 20 febbraio. Un impatto violentissimo, quello tra una moto Honda Cbr 600 e una Citroen C4, che non ha lasciato scampo al giovane in sella, Gianluca Callegaro, ventisettenne residente a Vigonza. La dinamica, al vaglio dei carabinieri della stazione di Mirano intervenuti con due pattuglie per i rilievi, vedrebbe la moto provenire da Santa Maria di Sala e dirigersi verso il centro di Mirano, laddove l'auto, condotta da un sessantottenne di Zianigo, stava completando la manovra di immissione sulla principale provenendo da via Galilei, all'altezza dell'area commerciale che ospita l'Emisfero e il punto vendita "Quello Giusto". L'urto, la cui energia è testimoniata dalla portiera dell'auto completamente sfondata, ha sbalzato il centauro che, dopo l'impatto, è finito rovinosamente al di sotto della vettura.

Mentre i sanitari del Suem 118, supportati dall'elicottero decollato ma poi fatto rientrare vuoto, non potevano che constatare il decesso del ragazzo, i vigili del fuoco del distaccamento di Mira e i volontari di Mirano lavoravano per estrarre l'automobilista rimasto incastrato nell'abitacolo. L'uomo, un pensionato molto conosciuto in zona per la sua attività di "nonno vigile", è stato successivamente stabilizzato e trasportato in ospedale a Mirano: le sue condizioni, pur nella gravità del momento, non sarebbero critiche. La strada, davanti al centro commerciale, è rimasta chiusa e impraticabile per diverse ore, fino a tarda notte, per consentire la rimozione dei detriti, le operazioni di pulizia dell'asfalto e i rilievi di legge, con il traffico deviato verso i parcheggi della struttura.

L'attesa davanti a un ristorante e la scoperta della tragedia

Una delle circostanze più dolorose emerse nelle ore successive riguarda la destinazione del giovane e l'attesa dei suoi amici. Gianluca Callegaro, secondo le prime ricostruzioni, stava percorrendo quel tratto di via Cavin di Sala per raggiungere un gruppo di amici con i quali aveva programmato di trascorrere la serata. Quando l'orario convenuto è passato e del ragazzo non vi era ancora traccia, alcuni di loro, venuti a conoscenza di un grave incidente stradale nella zona, si sono recati sul posto. L'area era già transennata, e la visione della moto dell'amico, una Honda dal colore rosso ormai irriconoscibile, distrutta e a terra, ha tragicamente confermato i peggiori timori. È così che, avvicinandosi ai soccorritori, hanno appreso che per Gianluca non c'era stato nulla da fare, trasformando una serata di convivialità in un dramma improvviso e inaspettato.

Un tratto di strada già segnato da lutti recenti

Il sinistro di venerdì sera riaccende i riflettori su via Cavin di Sala, arteria di collegamento tra Mirano e Santa Maria di Sala che, come sottolineato anche dal primo cittadino miranese Tiziano Baggio giunto sul luogo dell'impatto, presenta caratteristiche che la rendono particolarmente insidiosa. La strada, pur avendo un limite di velocità fissato a cinquanta chilometri orari, è fiancheggiata da numerose intersezioni e accessi ad aree commerciali, e non è raro, come segnalato da alcuni residenti, che le velocità effettivamente tenute dai veicoli siano sensibilmente superiori. A soli cinquecento metri di distanza, lo scorso 16 luglio, un altro giovane, Giammarco Valerio di appena diciotto anni, aveva perso la vita in uno schianto avvenuto con una dinamica per certi versi analoga, all'incrocio con via Don Orione, quando la sua Ducati si scontrò con una Peugeot che stava svoltando. Un dato, questo, che rende ancor più pesante il tributo di sangue pagato su questa direttrice.

I rilievi in corso e la testimonianza di chi lo conosceva

I carabinieri, che hanno informato la famiglia del ventisettenne nella notte, stanno ora procedendo con gli accertamenti per ricostruire con precisione la frazione di secondo in cui i due veicoli sono venuti a contatto. Fondamentali saranno le eventuali testimonianze e l'analisi della dinamica per stabilire le esatte responsabilità e il comportamento dei due conducenti nell'impatto, anche se le prime informazioni parlano di una velocità sostenuta della moto che, nel tentativo di sorpassare un terzo veicolo, si sarebbe trovata la Citroen sulla sua traiettoria. Il dolore per la scomparsa di Gianluca Callegaro, che lascia i genitori e un fratello minore, si è già diffuso a Barbariga di Vigonza, dove la famiglia risiede, e tra i colleghi di lavoro della ditta di scavi per cui operava. Un amico lo ricordava come un ragazzo solare e appassionato della sua moto, quella stessa moto acquistata la scorsa estate e che, venerdì sera, lo stava portando dalla sua fidanzata a Mirano quando il suo viaggio si è interrotto bruscamente.

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